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venerdì 14 novembre 2008

le chiavi dell'armadio delle chiavi...

Sto ancora ridendo...
Siccome mi è già capitato più di una volta, credo che sia opportuno segnare una piccola spiegazione. Si sa mai che il passaparola riesca a diffonderla.
Dunque... Prendiamo un'azienda e chiamiamola Canistracci Oil.
Naturalmente, questa azienda ha dei server che vengono usati per servizi vari, uno o più addetti alla IT e un'amministrazione.
Il padrone della Canistracci, siccome non si fida di nessuno, ha preso un server dedicato totalmente all'amministrazione e lo ha messo chiuso a chiave in un ufficio dell'amministrazione, togliendo i diritti di accesso a chiunque non sia addetto all'amministrazione stessa. Così è sicuro che nessuno possa dargli un'occhiata.
Però... In azienda si usa un dominio, gli addetti all'amministrazione sono utenti di dominio...
Quindi abbiamo questa situazione:

- Il server NON è accessibile direttamente dagli amministratori IT.
* Di conseguenza NON ne viene fatta alcuna manutenzione e non ne viene garantito il funzionamento o il backup

- Non è fisicamente in sala server
* Di conseguenza è in un luogo inadatto alla sua corretta conservazione

- Gli utenti dell'amministrazione sono in dominio
* di conseguenza, qualsiasi amministratore di dominio può prendersi le loro credenziali e sfruculliare nel server senza che manco se ne accorgano

Insomma... Se lo metti lì per tenerlo al sicuro stai facendo una scemenza (e te lo meriti).

martedì 16 ottobre 2007

Come lavorano le società di consulenza

Ieri sera stavo riflettendo su alcune cose e mi sono chiesto: ma queste società che prnedono i consulenti, lo sanno chi stanno prendendo?
La maggior parte delle volte, un consulente è inviato da una società in un'altra, dopo che un "commerciale" è riuscito a piazzarlo. ovviamente, per definizione, le società di consulenza hanno esperti in tutto. In quasliasi applicativo, in qualsiasi programma, in qualsiasi sistema.
Queste società "finali", che usano i consulenti, si chiedono mai da dove arrivano?
No?
Allora ve lo spiego io...
un comemrciale arriva da voi e vi chiede se avete bisogno di una mano per i vostri progetti. Oppure voi vi rivolgete a una società di consulenza perché non sapete più che pesci pigliare e siete nei casini.
Da quel momento, nella società di consulenza, parte la ricerca di persone che possono soddisfarvi.
Questa ricerca avviene in due modi. Nel mondo delle favole, la società di consulenza consulta l'archivio dei suoi dipendenti, sceglie quello più adatto e ve lo manda.
Nella realtà, la società di consulenza pubblica annunci su annunci alla ricerca della persona meno costosa e, dopo un colloquio, decide se mandarvelo o no. Nel frattempo, a voi, dice che la persona giusta è impegnata in un altro progetto, che sta terminando. Vi chiedete mai perché i consulenti giusti per voi stanno sempre terminando qualche progetto? Ecco, adesso lo sapete.
per passare il colloquio con la società basta dimostrare di avere un'infarinatura di quello che vi chiedono e potete anche inventare in toto eventuali lavori fatti in passato: per selezionarvi non usano tecnici ma gente delle risorse umane. Che quasi mai capisce qualcosa di quello che fate o che dovrete fare.
Per finire, vi prendono. Come collaboratori con partita IVA oppure, più spesso, con ritenuta d'acconto o come "associati". In soldoni significa che prendete poco, se vi ammalate sono cazzi vostri, se fate ferie non guadagnate, che i contributi pensionistici fanno ridere tanto quanto vi farà piangere la pensione, che non avrete la tredicesima e che, se si stancano di voi, vi possono mandare a casa dall'oggi al domani.
Poi vi mandano dal cliente raccomandandosi di raccontargli che voi siete parte integrante dell'azienda. Si, di quella azienda che avete visto solo una volta, durante il colloquio.
Economicamente, invece, la cosa funziona così...
A voi danno dai 100 ai 150 euro al giorno. Lordi. Con spese a carico vostro. Che significa che vi intascate 70 euro al giorno. una bella cifra. però avete sul gobbo anche tutti i rischi. Quella malattia, quella tredicesima, a volte anche la quattordicesima e quelle ferie che i dipendenti hanno di diritto. Di solito vi pagano a 30 giorni ma, spesso, vi pagano a 60 o 90. Che, giocando con le valute, possono aumentare ancora di più. Facilmente vi troverete a giugno a prendere i soldi di gennaio, con qualche evidente problema. Nel caso malaugurato in cui decideste di trovare un lavoro migliore, miracolosamente, i pagamenti successivi alle vostre "dimissioni" (non siete assunti, non potete dimettervi) saranno in ritardo o cesseranno del tutto.
Quindi sarete scoperti per 2-8 mesi.
Per l'azienda dove lavorate, invece, la faccenda è più semplice: paga l'intermediario una cifra che si aggira tra il doppio e il quintuplo di quanto prendete voi e vi considera espertissimi mandati lì per risolvere i suoi problemi. Quindi si aspetta il massimo della collaborazione e della preparazione.
Non sa nulla del fatto che prendete poco, del fatto che nessuno vi ha formato specificatamente per quel lavoro, del fatto che, magari, non state lavorando nemmeno nel vostro campo o che siate più qualificati del necessario.
Poi ci si chiede come mai l'Information technology in Italia funziona male e siamo arretrati? Se non è una domanda retorica, è fatta da un coglione. Che interesse hanno gli inetrmediari per far crescere questi consulenti? Nessuno. Li usano quando servono e poi li buttano via: non sono una "ricchezza", sono vacche da mungere. E le società "finali"? Hanno paura ad assumere persone perché, per idiozia del legislatore, assumere una persona significa più che sposarla.
Quindi... Andiamo avanti così. produciamo. Evitiamo la formazione. Sfruttiamo.
Siamo sulla buona strada per avere un ottimo futuro da indigenti del terzo mondo dell'IT e l'India ci sta già decenni avanti. Non gli USA. L'India.

venerdì 12 ottobre 2007

Microsoft: il paese delle fate.

Provo sempre un certo senso di... Depressione e scoraggiamento, quando rientro da qualche "evento" promosso da Microsoft.
In quel paese felice, i team sono composti da tantissime persone: c'è il grafico che fa il grafico, il coder che fa il coder, il DBA che fa il DBA, il designer che fa il designer, il project manager che fa il project manager, l'architetto che fa l'architetto.
E' meraviglioso.
E poi il software... Tutti hanno sempre l'ultima versione di sistema operativo, con tutti gli ultimi aggiornamenti e le ultime versioni degli strumenti di sviluppo.
Per finire l'hardware... perché è normale che tutti i computer siano degli HP ultimo modello, che ce ne sia uno per Exchange, uno per SQL server, un controller di dominio e così via...
E i tempi di lavoro? Ad ogni nuova versione degli strumenti di sviluppo, il lavoro fatto si butta e si rifà da capo con le nuove funzioni. Senza contare la possibilità di prendersi tutte le certificazioni possibili prima di iniziare il lavoro e di seguire seminari, appropondimenti e così via.
Così, passo qualche ora in questo mondo di fiaba e mi dimentico della dura realtà.

In realtà, anche grandi aziende hanno spesso team di sviluppo composti da una o due persone, che si occupano di design, sviluppo, architettura, database... Se non, come nel mio caso, si impegnano anche per far funzionare i server, mettere pezze, aggiornare i sistemi, manutenere il dominio, cambiare l'architettura hardware, aggiornare gli antivirus, assistere gli utenti...
Insomma: ogni tanto, sto lì, in Microsoft, e penso che mi stanno prendendo per il culo.