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lunedì 21 gennaio 2008

Sono malato. Sto morendo.

Ti sei preso un coccolone?
No, no... Non ho nessuna malattia particolare. Un po' di tosse, influenza...
Quindi: che c'entra quel "sto morendo"?
C'entra... Perché c'entra in tutto.
Perché stai morendo anche tu.
L'altro giorno mi è capitata tra le mani una frase che mi ero annotato parecchio tempo fa e di cui, purtroppo, non avevo segnato l'autore che diceva una cosa tipo: "La vita è una malattia a trasmissione sessuale che conduce a morte certa".
No, no... Non sono triste, scazzato o che altro.
Solo che, grazie a una provvida influenza, ho avuto un po' di tempo per staccare un po' e riflettere sul fatto che il tempo passa proprio veloce.

lunedì 5 novembre 2007

Lavorare in un call center...

Se ci fosse una classifica dei lavoratori precari e senza diritti, malgrado i controlli e gli scandali fatti in passato, i lavoratori dei call center dovrebbero entrarci a pieno titolo.
Su queste pagine ho scritto della mia esperienza come "libero" professionista... Sono entrato in contatto con "staggisti" sfruttati ed ho speso qualche parola per loro...
Ma, in questi giorni, ho avuto occasione di chiacchierare un po' con persone che lavorano in un call center.
Devo ammettere che questi imprenditorucoli sanno sfruttare bene le "nicchie" della legge. Nicchie che ci sono dovunque ma, a volte, sono talmente ampie da far sospettare che siano state create ad arte.
Così ho scoperto che nei call center si lavora proprio bene.
Gli amici del call center che ho sentito sono associati all'azienda e non sanno più che farsene dei loro ricchi di privilegi: non gli vengono pagati gli straordinari, niente malattia, niente ferie, niente indennità per il lavoro festivo, ne indennità per quello notturno o per i turni.
Ovviamente i turni... Perché il call center non si ferma mica. Dalle 7 in punto alle 23, tutti i giorni dell'anno. Ferragosto e Natale inclusi.
Certo che questi lavoratori che puntano a un contratto decente ne hanno di pretese... Vorrebbero persino che l'azienda li pagasse se si ammalano. Assurdità, assurdità.
Così può capitare che, un giorno, arrivino al call center gli ispettori del ministero del lavoro e si chiedano come mai gli associati lavorino con stipendi da fame e abbiano un rimborso spese sostanzioso per venire in azienda. Voci maligne dicono che è perché sui rimborsi spese non si pagano le tasse... Ma sono malignità.
Poi, i nostri amici ispettori, possono chiedersi come mai ci siano in giro fogli con elenchi di persone associate per ogni turno, quando è espressamente vietato che gli associati siano vincolati agli orari...
Così come capita che, quando gli ispettori se ne vanno, un branco di filibustieri si riunisca, neppure in segreto, proponendo di trasformare tutti gli associati in una cooperativa.
Perché va bene tutto... Ma assumerli no. Mica li vogliamo sposare. Li vogliamo solo sfruttare finché ci servono.

Caro Biagi, ti hanno fatto fuori e sei diventato un martire e, per tanto, intoccabile.
Ma se restavi qui... Avresti certamente incassato un bel po' di maledizioni grazie alla tua "flessibilità". Perché tu, il lavoro fisso, ce l'avevi... E tutti sono froci col culo degli altri.
Te compreso.

martedì 16 ottobre 2007

Come lavorano le società di consulenza

Ieri sera stavo riflettendo su alcune cose e mi sono chiesto: ma queste società che prnedono i consulenti, lo sanno chi stanno prendendo?
La maggior parte delle volte, un consulente è inviato da una società in un'altra, dopo che un "commerciale" è riuscito a piazzarlo. ovviamente, per definizione, le società di consulenza hanno esperti in tutto. In quasliasi applicativo, in qualsiasi programma, in qualsiasi sistema.
Queste società "finali", che usano i consulenti, si chiedono mai da dove arrivano?
No?
Allora ve lo spiego io...
un comemrciale arriva da voi e vi chiede se avete bisogno di una mano per i vostri progetti. Oppure voi vi rivolgete a una società di consulenza perché non sapete più che pesci pigliare e siete nei casini.
Da quel momento, nella società di consulenza, parte la ricerca di persone che possono soddisfarvi.
Questa ricerca avviene in due modi. Nel mondo delle favole, la società di consulenza consulta l'archivio dei suoi dipendenti, sceglie quello più adatto e ve lo manda.
Nella realtà, la società di consulenza pubblica annunci su annunci alla ricerca della persona meno costosa e, dopo un colloquio, decide se mandarvelo o no. Nel frattempo, a voi, dice che la persona giusta è impegnata in un altro progetto, che sta terminando. Vi chiedete mai perché i consulenti giusti per voi stanno sempre terminando qualche progetto? Ecco, adesso lo sapete.
per passare il colloquio con la società basta dimostrare di avere un'infarinatura di quello che vi chiedono e potete anche inventare in toto eventuali lavori fatti in passato: per selezionarvi non usano tecnici ma gente delle risorse umane. Che quasi mai capisce qualcosa di quello che fate o che dovrete fare.
Per finire, vi prendono. Come collaboratori con partita IVA oppure, più spesso, con ritenuta d'acconto o come "associati". In soldoni significa che prendete poco, se vi ammalate sono cazzi vostri, se fate ferie non guadagnate, che i contributi pensionistici fanno ridere tanto quanto vi farà piangere la pensione, che non avrete la tredicesima e che, se si stancano di voi, vi possono mandare a casa dall'oggi al domani.
Poi vi mandano dal cliente raccomandandosi di raccontargli che voi siete parte integrante dell'azienda. Si, di quella azienda che avete visto solo una volta, durante il colloquio.
Economicamente, invece, la cosa funziona così...
A voi danno dai 100 ai 150 euro al giorno. Lordi. Con spese a carico vostro. Che significa che vi intascate 70 euro al giorno. una bella cifra. però avete sul gobbo anche tutti i rischi. Quella malattia, quella tredicesima, a volte anche la quattordicesima e quelle ferie che i dipendenti hanno di diritto. Di solito vi pagano a 30 giorni ma, spesso, vi pagano a 60 o 90. Che, giocando con le valute, possono aumentare ancora di più. Facilmente vi troverete a giugno a prendere i soldi di gennaio, con qualche evidente problema. Nel caso malaugurato in cui decideste di trovare un lavoro migliore, miracolosamente, i pagamenti successivi alle vostre "dimissioni" (non siete assunti, non potete dimettervi) saranno in ritardo o cesseranno del tutto.
Quindi sarete scoperti per 2-8 mesi.
Per l'azienda dove lavorate, invece, la faccenda è più semplice: paga l'intermediario una cifra che si aggira tra il doppio e il quintuplo di quanto prendete voi e vi considera espertissimi mandati lì per risolvere i suoi problemi. Quindi si aspetta il massimo della collaborazione e della preparazione.
Non sa nulla del fatto che prendete poco, del fatto che nessuno vi ha formato specificatamente per quel lavoro, del fatto che, magari, non state lavorando nemmeno nel vostro campo o che siate più qualificati del necessario.
Poi ci si chiede come mai l'Information technology in Italia funziona male e siamo arretrati? Se non è una domanda retorica, è fatta da un coglione. Che interesse hanno gli inetrmediari per far crescere questi consulenti? Nessuno. Li usano quando servono e poi li buttano via: non sono una "ricchezza", sono vacche da mungere. E le società "finali"? Hanno paura ad assumere persone perché, per idiozia del legislatore, assumere una persona significa più che sposarla.
Quindi... Andiamo avanti così. produciamo. Evitiamo la formazione. Sfruttiamo.
Siamo sulla buona strada per avere un ottimo futuro da indigenti del terzo mondo dell'IT e l'India ci sta già decenni avanti. Non gli USA. L'India.