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venerdì 25 gennaio 2008

Economia e finanza...

A volte mi chiedo cosa smuovono nelle teste delle persone comuni queste due parole.
Sembrano tanto distanti dalla vita di tutti i giorni...
In realtà, le cose sono molto semplici.
vado a comprare 1 Kg di pane, pago, i soldi vengono incassati dal panettiere che li userà per comprare il cibo per i suoi pesci. Il venditore di cibo per pesci userà quei soldi per comprare verdura. L'ortolano incasserà e ci pagherà la bolletta del gas...
Ecco: questa è ECONOMIA.
E la finanza?
La finanza è quando io non ho i soldi per comprare il pane oppure li ho ma non li voglio spendere. Così uso la carta di credito per comprare il mio Kg di pane. Ovviamente, oltre al pane, dovrò pagare anche gli interessi perché il panettiere non incassa subito i soldi (e l'intermediario deve avere la sua parte).
Questa qui è la finanza... Dove io che non ho soldi compro denaro promettendo di pagarne un po' di più quando lo restituirò.
Queste due cose, economia e finanza, ovviamente sono collegate in modo strettissimo. Quasi la stessa cosa, anche se ci fa comodo pensare che siano totalmente separate.
Perché se l'economia va male, la finanza non ha opportunità di funzionare. La gente non compra 1 Kg di pane con i suoi soldi perché non ne ha e non lo compra a credito perchè non sa quando potrà pagarlo. E' recessione.
Se la finanza va male... Stessa cosa. Perché si compra 1 Kg di pane solo se si hanno i soldi ma, così, il panettiere ha minori incassi e non riesce a farsi prestare i soldi che gli servono, per esempio, per comprare una macchina per impastare nuova. Oppure quel prestito gli costa di più.
Potremmo dire che, se spendiamo i soldi che abbiamo e basta, il fatto che la finanza vada male non ci tocca...
Solo che "finanza" è anche quando vogliamo comprare casa e apriamo un mutuo con la banca, quando paghiamo un debito a 100 euro al mese, quando compriamo un televisore a rate...
Così, se la finanza delle banche e dei mercati va male, anche la nostra finanza spicciola va male.
Non che sia un problema farsi prestare soldi... Semplicemente, questi soldi costano di più perché ci sono meno persone disposte a scucirli.
Quindi... La notizia vera di questi giorni NON è che il governo Prodi è caduto con uno show degno del sabato sera sulle nostre rovinose TV...
La notizia vera è che la finanza ha avuto il più grosso colpo negativo dalla crisi del 2001, che la fase di accentuata recessione americana è stata trasferita, con gioco di mano (e tassi di interesse) sui mercati europei, che le borse hanno bruciato MILIARDI di euro negli ultimi 6 mesi...
Così, tra qualche mese, quando non avremo i soldi per comprare il pane (come adesso) e non troveremo nessuno disposto a prestarceli a un interesse sopportabile, potremo prendercela con il governo... Che, invece di cadere nel silenzio come merita, ci ha distratto e non ci ha fatto rendere conto di quello che stava accadendo.
Intanto, i tassi di interesse dei mutui continuano a salire... E quella è finanza.

venerdì 19 ottobre 2007

Addio canone RAI

Mi ricordo di una favoletta dove c'era un cane che aveva un pezzo di carne in bocca.
Passeggiando lungo la strada, si vide riflesso in un fiume e vide un altro cane che ne aveva un altro.
Allora, si mise a cercare di prenderglielo e, mollando il suo pezzo, lo lasciò cadere in acqua e lo perse per sempre.
Alla fine non ebbe il pezzo in più e perse anche quello che aveva.
Che c'entra?
C'entra... Perché la RAI, negli utlimi anni, ha rotto un bel po' con il suo stramaledetto canone e, ora, rischia di restare senza.
Il canone venne introdotto agli albori della storia televisiva per supportare lo sviluppo della nascente tecnologia televisiva italiana. Era una tassa che aveva un certo senso: permetteva di trasmettere quando non c'erano altre forme di supporto. In più era una tassa giusta: chiunque avesse un televisore poteva scegliere se guardare scariche elettrostatiche oppure il canale RAI.
Sono passati diversi secoli da allora ma il balzello è rimasto. Giustificato da non meglio precisati "diritti" che la RAI avrebbe acquisito. Giustificato artificiosamente persino quando è palese che l'acquisizione del canone è una pratica che porta la RAI in vantaggio sui concorrenti e si può classificare come "concorrenza sleale". Artificio che risulta evidente quando si vede la RAI trasmettere cose di dubbia utilità, diseducative o paradossalmente meno "di servizio" rispetto a trasmissioni presneti sulle TV private.
Bene...
Con l'arrivo in massa del multimedia per tutti sui computer, la RAI ha annusato il business ed ha fatto valere quel paragrafo della legge istitutrice del canone che indica come soggetti del versamneto tutti quelli che hanno apparecchiature "atte o adattabili a ricevere le trasmissioni".
Quindi, oltre alle TV, anche i monitor con sintonizzatore integrato e i videoregistratori. Ma anche i computer, quasi tutti i telefonini dell'ultima generazione e via dicendo.
Così succede che, oggi, la ADUC faccian notare che gli uffici postali NON pagano il canone pur essendo belli pieni di computer di vario genere. per la precisione, le poste evadono il canone "speciale" per un totale che varia da 8 a 13 milioni di euro.
Una bella cifretta.
Vorrei far notare, però, che la stessa cosa vale anche in molti altri ambiti: le banche, gli uffici, le officine e così via... Tutti evasori. Ovuinque ci sia un PC, se non c'è già un televisore in regola, c'è un evasore.
Mi immagino una banca con 20 filiali, 1 sede centrale e 5 bancomat nei luoghi strategici (centri comemrciali, piazze) che deve pagare il canone speciale per ogni locazione: 900 euro circa per 26 luoghi fanno 23400 euro di canone all'anno. Più, a questo punto, gli arretrati.
Se la linea proseguirà in questo senso e se la legge è veramente uguale per tutti (cosa che non è affatto vera in questa Italietta dei poveri), mi aspetto che nel 2008 ci sarà un'ondata di pagamenti e una azione da parte di questi soggetti volta ad eliminare l'inutile balzello.
Si, perché se devono pagare i poveri cristi, nessuno fa nulla e i politici non si muovono. Anzi: sono contenti.
Se devono pagare quelli che i soldi li hanno... Sono certo che si troverà la scappatoia.
Quindi ci sono due strade: l'esonero dal pagamento per alcuni soggetti (soluzione tipicamente italiota che viene usata ingiustificatamente) oppure l'abolizione.
Io, ovviamente, spero ancora (illudendomi) che ci sia un minimo di coerenza nella testa dei nostri grandi capi e che la si pianti di tassare e tartassare chi non ha i soldi, facendo pagare chi li ha oppure togliendo qualche inutile tassa.

venerdì 11 maggio 2007

Evvai con l'Argentina!

750 milioni di dollari.
Notizia di oggi, l'Argentina ha emesso titoli per questa piccola cifretta.
Ma, mi chiedo, l'Argentina non è quello stato che ha dichiarato il fallimento non più di 3 anni fa? Che ha rifiutato il rimborso dei titolo a milioni di risparmiatori nel mondo? Quello stato i cui titoli vennero consigliati da alcune banche quando già si sapeva che la situazione era critica e che ha visto dette banche coinvolte in inchieste di vario genere?
Ma si, quello stato che era paragonato alla Parmalat del crack. Con la differenza che alla Parmalat c'era qualche mascalzone che ha pagato con la galera. Anche se all'italiana, ha pagato qualcosa. Certo non tutto perché è difficile rimborsare il danno esistenziale subito dai risparmiatori rovinati. Ma, almeno, la Parmalat di allora non c'è più.
E l'Argentina?
Beh, l'Argentina ha bisogno di soldi... Quindi... Se vi avanzano 750 milioni di dollari...
Certo, se poi non ve li ridanno, non rompete le palle a nessuno e statevene zitti.
Pensa: oggi ti presto 50 euro e tu prometti di ridarmeli tra 1 settimana... Tra 1 settimana mi dici che me ne ridai 10, più dello zucchero del valore di 20 euro e il resto ciccia. Dico: se poi mi chiedi altri 50 euro, al massimo, posso darti 50 pedate nel portacoda. E sei uno sfacciato senza ritegno.
Ecco... L'Argentina, appunto...