mercoledì 27 febbraio 2008

Priorità di lavoro...

... Non scrivo da un sacco... Eppure ne ho di roba da dire.
Solo che, a volte, il lavoro porta via troppo tempo.
A questo proposito, voglio segnarmi alcune cosucce sulle priorità di lavoro.
nel senso che ci sono alcune attività per le quali NON serve l'esperienza decennale di un sistemista esperto.
Tra queste:
- tenere un corso pagato da fondi europei a persone che non hanno alcuna conoscenza e vendute come sistemisti
- reimpaginare un testo in word
- spiegare a una scema di una sede remota che se un programma manda un avviso chiedendo di aprire un file o chiuderlo NON è un errore. Deve solo cliccare su "apri".
- spiegare al suo imbecille capo che se il browser ti chiede il tuo nome di accesso e la tua password NON devi mettere "administrator" ma il tuo nome e la tua password
- accompagnare OGNI DANNATO GIORNO un povero cristo in sala server per fargli cambiare la cassettina dei DAT di backup, controllando che non tocchi nient'altro
- spiegare a un "programmatore" come si aprono più caselle di posta di Exchange usando Outlook, visto che i diritti di accesso li ha già
- spiegare a un amministratore che NON serve che tutti gli utenti ci diano le loro password, visto che noi abbiamo la password di amministrazione del dominio

Insomma... Non ho scritto e sono stato molto impegnato da queste cose qui...
Non posso commentare... Scadrei nel più profondo pozzo dei bestemmiatori.

martedì 5 febbraio 2008

Narn i Chîn Húrin

Avevo già letto di Húrin nel leggere varie opere di Tolkien.

Ho sempre pensato che, insieme a poche altre storie, questa era una leggenda di una certa forza e di un certo spessore.

Così, mi sono interessato subito del libro... Che mi è stato regalato a Natale.

Unico neo è la "cura" del libro da parte del buon Christopher... Che, in genere, è visto dagli amanti degli scritti di suo padre come viene visto un elefante in un negozio di cristalli.

Beh, l'ho letto. Inizialmente dubbioso (perché la "cura" del figlio prevedeva inevitabilmente un pesante restyling e un forte lavoro di unione e conformazione), mi son dovuto ricredere.

Un drammone degno dei peggiori polpettoni, rivisto, però, in chiave fantasy e con qualche marcia in più.

Dentro c'è di tutto, inclusa una visione della vita del tutto diversa da quella offerta dal Signore Degli Anelli.

Mi è piaciuto.

Molto.

Adesso spero tanto che nessuno abbia l'idea di farci un film strappalacrime.

E, comunque... Sarebbe un vicolo cieco: non ammette, per ovvi motivi, alcun seguito.

venerdì 1 febbraio 2008

Aiutiamo i poveri del Perù!!! (3)

Finisco subito questa serie di considerazioni con l'unico punto veramente spinoso di tutta la faccenda: la volontà politica.
Queste due parole fanno un po' paura, eh?
Siamo abituati a pensare la politica come una serie di giochini che fanno i nostri "campioni" nazionali... E, con un'affermazione del genere, posso prendermi solo un "vaffa...".
Invece no... Perché la politica, in questo caso, consiste in cose piuttosto semplici. Se io, Europa, ho paura degli altri mercati e impongo un dazio sulle merci, è una questione politica.
Così pure se io, India, invece di pensare a costruire pozzi e creare un tessuto sociale, spendo i miei soldi per costruire, che so... Un 100 testate nucleari. (Ho detto a caso, come al solito...).
Oppure come se io, il signor Perù in persona, invece che facilitare le condizioni di vita dei minatori che mi cavano l'oro che vendo sui mercati internazionali (prima fonte di valuta straniera del paese), decido di creare un esercito moderno, armarlo, spendere milioni di dollari in equipaggiamenti...
Insomma: il discorso aiuti, al di là della "carità pelosa", di quella inutile (mandargli soldi o cibo) o di quella dannosa (si, c'è anche questa)... DEVE partire da basi politiche solide.
Quindi... Il problema è la pressione sociale, da ambo le parti.
Noi dobbiamo spingere sui nostri governi perché si occupino di problemi VERI. Non della prossima, fantastica, legge elettorale o del concedere o meno il parrucchiere personale ai deputati. Di porblemi reali nostri e altrui.
Loro devono spingere i loro governi a non occuparsi di accumuli di soldi e conti in banche svizzere ma dei problemi reali dei loro paesi.
Insomma... Per fare un mercato, servono scambi. Per fare scambi servono almeno 2 soggetti. E i due soggetti devono essere nelle condizioni necessarie per fare lo scambio e devono volerlo.
Il resto serve a molto poco... Se non a nulla.

Aiutiamo i poveri del Perù!!! (2)

Avete mai pensato che il cibo è raramente un problema?
Nel senso che, persino nel deserto, l'uomo sa dove trovare cibo per sopravvivere.
Allo stesso tempo, anche l'acqua non è un problema.
Con le tecnologie adatte, siamo in grado di avere acqua ovunque.
Il vero problema è la ricchezza.
Nel senso che, se non ho i soldi per comprare una trivella e una pompa, posso abitare sopra il più grande bacino di acqua del mondo ma morirò di sete. Così come, senza soldi per comprare qualche capo di bestiame iniziale, posso vivere in mezzo alla più bella delle praterie che potrò sfamarmi solo mangiando erba e radici. O fare la fame.
Tutta questione di soldi.
Così c'è la convinzione che la soluzione per aiutare i paesi del terzo e del quarto mondo sia quella di mandargli soldi. Oppure cibo.
In realtà è una soluzione "comoda" da usare per metterci il cuore in pace.
Una volta mi hanno detto che per sfamare uno, non gli devo regalare un pesce: devo insegnargli a pescare.
Non vedo perché, in grande, questa cosa debba essere diversa.
Invece di portargli acqua con le botti, potremmo regalargli una pompa e una trivella... Oppure potremmo insegnargli come si costruiscono pompe e trivelle. Perché, per quanto possiamo fare, è inutile regalargli 100 pompe e 100 trivelle: prima o poi si guasteranno oppure gliene serviranno 101.
L'istruzione è quello che serve, non soldi, non oggetti.
Istruzione e opportunità.
Faccio un esempio riguardante proprio il Perù... Da quello che ho visto io, il Perù abbonda di alcune cose: la polvere, l'argento, la lana di alpaca...
La polvere non è una ricchezza (se lo fosse, il perù sarebbe LA potenza mondiale).
L'argento, però, si... E lì, l'argento costa meno dell'acciaio. Gli artigiani lo lavorano da secoli in modo strepitoso. Ma il Perù non ha l'opportunità per arrivare in Europa.
Vogliamo fare i caritatevoli?
Apriamo il mercato a questa ricchezza, acquistando questo argento a prezzi "di mercato" europeo... E, con il ricavato, i "poveri peruviani" potranno acquistare i macchinari e il know-how che gli manca per "fare il salto".
E la lana di alpaca? Qui da noi, un cappellino fatto a macchina di lana di alpaca costa 40 euro. Pari a 176 Sol peruviani... Praticamente uno stipendio. Là, un cappellino fatto a mano costa 10-15 sol. Un BEL cappellino... Facciamo due conti e pensiamo cosa significherebbe lasciare entrare questi paesi nei nostri mercati. Noi vendiamo know-how, loro ci vendono prodotti che, da noi, hanno ormai costi assurdi.
Perché è il know-how che ha valore... La conoscenza. Non insegnamogli come pescare. Non diamogli da mangiare. Sono forti, hanno voglia di fare. Non diamogli da mangiare: insegnamogli come si costruisce una fabbrica di pompe e trivelle, insegnamogli cos'è un'economia di mercato... Il resto verrà da sè... Se ci saranno condizioni economico/politiche (nazionali e non) adatte.

Aiutiamo i poveri del Perù!!!

Settimana scorsa sono andato al Gigante di Villasanta (perché a quello di Usmate non mi vedono più) ed ho visto che fuori c'era l'"Operazione Mato Grosso" che raccoglieva cibo per i poveri del Perù.
La prima reazione è stata di sorriso per alcuni dei cibi che raccoglievano... perché io, in Perù, ci sono stato. A Lima e Cuzco ma anche nei dintorni.
Grazie alla provvida guida di un anziano signore carico di energia (il nonno di mia moglie) e a un camioncino, un po' di Perù al di fuori dei soliti giri turistici l'ho visto. Ho visto la sterminata baraccopoli che circonda l'area urbana di Lima, ho visto le divisioni in municipi della "città", ho visto tante persone e tante cose che qui da noi non si vedevano da anni... ma che stanno tornando molto più in piccolo.
Ed ho visto che alcune cose non mancano di certo.
Le nostre patate, per esempio, sono la brutta copia di quelle originali che arrivano... Indovinate da dove? E il pesce? Avete presente i filetti di sogliola? Quelle cose che, qui, si mangiano a confezioni perché ogni filetto pesa 55 grammi? Ecco... Dimenticateli. Ricordo con commozione una sogliola che ho mangiato laggiù (e, a quanto pare, nemmeno dlele più grandi) che occupava un piatto enorme, che ho faticato a finire e che sarà stata ben oltre il Kg. Magie dell'Oceano pacifico. E il riso? Sapete qual è il piatto principale dell'alimentazione peruviana? Ecco... Proprio il riso. Hanno un riso che sa di riso, che ha un sapore più forte del nostro "slavato". Mi immagino il peruviano che riceve una scatola di riso superfino arborio... A confronto del loro, è cibo per cani.
Per questi motivi mi son messo a ridere vedendo i cibi raccolti.
Da qui ho rpeso spunto per riprendere una serie di considerazioni sul perù e, più in generale, sul sistema di aiuti ai paesi bisognosi... ne parlo nel prossimo post.

giovedì 31 gennaio 2008

Alcune precisazioni...

"Si, ma quello che hai scritto si riferisce solo alla società dove lavori"

No, amico mio... Perché ora lavoro qui.
Ma di commerciali ne ho conosciuti un bel po'.
E' vero che un mix di razzismo, intolleranza, ottusità, nepotismo e sessismo del genere è particolarmente difficile da trovare.
E' vero anche che questo mix è del tutto ridicolo quando si ha a che fare con una realtà medio-grande delle aziende IT italiane.
E' ancora più sconcertante considerando che la sede della società è a Milano ma la prima succursale per dimensioni è a Napoli.

Ma questo è solo "l'esempio vicino e ultimo".
In realtà avevo già sentito discorsi simili, se non peggiori, in passato. Da parte di altri commerciali, di altre società che si "vantano" di lavorare nel mondo IT. Immancabilmente società di consulenza...
Proprio questo è il punto: la consulenza. Specialmente a lungo termine.
La visione industriale della consulenza, contrapposta alla visione "artigianale" proposta dai liberi professionisti, non può che dar vita a distorsioni del sistema e alla considerazione delle persone, lavoratori, come merci da scambiare e su cui decidere a cuor leggero.

Una parentesi: la collocazione di persone come consulenti presso moltissime società (vi farebbe paura sapere quali, ve lo garantisco), non avviene sulla base di gare o colloqui ma sulla base di amicizie tra commerciali e dirigenti / direttori / responsabili di dette società.

Unendo questo discorso a quelli che oggi vengono chiamati "contratti atipici" ma che un tempo si chiamavano sfruttamento e precariato... Ecco uscir fuori la magia di un mondo dove il gap tra chi ha gli agganci e chi non li ha è sempre più grande ed è sempre più pesante.

Chi ha poco, vede sempre più erodere la sua quota di indispensabile e, per ora, vie d'uscita non ce ne sono.

mercoledì 30 gennaio 2008

Società di consulenza: vendite al mercato...

Avere l'ufficio accanto alle stanze dei commerciali mi permette, a volte, di sentire (mio malgrado) delle vere e proprie perle telefoniche. Conversazioni che farebbero inorridire molte persone ma che sono (garantisco) del tutto normali per dei commerciali.
Tipo questa...
"Buongiorno, sono XYZ. Sto cercando il dottor ZXY... Ah, è lei? Mi scusi, ho qui davanti solo una scheda e non sapevo che fosse una donna... Vedo che lei è esperta di XXX, di ZZZ e di YYY... Si. Quando ha sostenuto il colloquio qui da noi? Ah, bene, bene. Senta, avremmo la possibilità di mandarla presso la società tal dei tali per un incarico importante. Consiste in... [omissis]".
Terminata la chiamata, il nostro brillante commerciale parla con il suo collega...
"Eccheccazzo, almeno potevano scriverlo che era una donna. Non si fa così! Adesso ce la mandiamo ma dio solo sa se è affidabile. Se fosse stato un uomo sarei stato più tranquillo... Mica che questa è una che nei giorni di ciclo è incazzosa... Dopo mi rovina i rapporti con XXZ..."
Subito dopo, il brillante commerciale chiama il suo contatto alla società tal dei tali...
"Ciao XZZY! Senti, ho visto la tua richiesta per una persona che sappia XXX, HHH, RRR e altre cose. Ho qui la persona giusta per te.... Sta finendo un progetto per la nostra società ed è libera tra poco. E' una donna ma se la caverà senz'altro... Si, si, guarda: la conosco da tanto tempo, è espertissima, è una risorsa fondamentale. Affidabile, si... Più che affidabile. Si, ha anche conoscenze di ZZZ e YYY. Si, si. Prendiamo appuntamento per settimana prossima che te la presento..."

Se conversazioni come questa fossero rare, potrei dire che si tratat di un caso. Invece... Invece no. Difficile farsi un'idea precisa di quante ne ascolto.
Questo, poi, mette in moto un meccanismo perverso...
Il commerciale vende la persona 1 alla società tal dei tali, spacciandola per esperta di alcune tecnologie e facendola pagare a peso d'oro. La persona 1, però, non è esperta di quelle tecnologie e viene pagata NON in base alla sua esperienza complessiva ma in base alla sua applicabilità a quel contesto. Quindi viene pagata poco. Ma accetta il lavoro perché di lavoro non ce n'è molto.
La società tal dei tali, però, ha richieste precise e chiede un certo livello di esperienza. Così, la persona 1, oltre che lavorare con molta fatica (si deve spacciare per esperta per non farsi lasciare a casa), deve studiarsi cose nuove fuori dall'orario d'ufficio e risulta sottopagata.
I risultati?
Progetti che fanno schifo (portati avanti da principianti) e un deciso guadagno di MINIMO il 100% da parte della società... E del commerciale, che lavora a percentuale.
In soldoni... La società tal dei tali paga 500-600 euro al giorno una risorsa inadatta che riceve, invece, 100 o 200 euro al giorno. Con un guadagno netto di circa 400 euro/giorno. 200 alla società e 200 al commerciale. Forse è per quello che in questa società i commerciali lavorano molto poco e hanno in mano dei Porsche Cayenne o delle BMW.
E se la risorsa si incazza? Se decide di lavorare per quantro viene pagata? Se il gap di competenze è troppo alto?
Tutte queste domande si risolvono in un altro frammento di conversazione, anche questo ascoltato di recente...
"... Cosa? Ma, guarda, non so cosa dirti, con noi è sempre stato affidabile. Non so cosa sia successo. Magari dei problemi personali... Lo sostituiamo subito, non ti preoccupare. Per rimediare ti faccio uno sconto del 20% sulla tariffa. Guarda, ti mando una nuova persona domani..."
E dopo, parlando con le risorse umane:
"... Non mandatemi gente cazzona, dai! Un minimo! Voglio gente adattabile. Qualcuno che ha bisogno di soldi e ha voglia di impegnarsi.... Questo qui... Sarà mica meridionale?. No, perché questi qui che vengono dal sud, non hanno voglia di lavorare..."

Tutto in regola, comunque. Fosse solo un commerciale che fa così... Invece devono averli selezionati per le loro idee così "progressiste". oppure, visto che queste conversazioni vengono ripetute da tutti i comemrciali che sento (inclusi i meridionali)... Forse ci deve essere un "plus" nei commerciali delle aziende di consulenza. Un "plus" che io non ho...
Certo... avere la morale un gradino sotto i pedofili e i politici può servire.
Forse serve anche avere una testa di cazzo.
Ma ci deve essere un "plus"... Quel mescolio di razzismo, di viscidezza, di falsità...
Inutile: non sarò mai un commerciale.

venerdì 25 gennaio 2008

Economia e finanza...

A volte mi chiedo cosa smuovono nelle teste delle persone comuni queste due parole.
Sembrano tanto distanti dalla vita di tutti i giorni...
In realtà, le cose sono molto semplici.
vado a comprare 1 Kg di pane, pago, i soldi vengono incassati dal panettiere che li userà per comprare il cibo per i suoi pesci. Il venditore di cibo per pesci userà quei soldi per comprare verdura. L'ortolano incasserà e ci pagherà la bolletta del gas...
Ecco: questa è ECONOMIA.
E la finanza?
La finanza è quando io non ho i soldi per comprare il pane oppure li ho ma non li voglio spendere. Così uso la carta di credito per comprare il mio Kg di pane. Ovviamente, oltre al pane, dovrò pagare anche gli interessi perché il panettiere non incassa subito i soldi (e l'intermediario deve avere la sua parte).
Questa qui è la finanza... Dove io che non ho soldi compro denaro promettendo di pagarne un po' di più quando lo restituirò.
Queste due cose, economia e finanza, ovviamente sono collegate in modo strettissimo. Quasi la stessa cosa, anche se ci fa comodo pensare che siano totalmente separate.
Perché se l'economia va male, la finanza non ha opportunità di funzionare. La gente non compra 1 Kg di pane con i suoi soldi perché non ne ha e non lo compra a credito perchè non sa quando potrà pagarlo. E' recessione.
Se la finanza va male... Stessa cosa. Perché si compra 1 Kg di pane solo se si hanno i soldi ma, così, il panettiere ha minori incassi e non riesce a farsi prestare i soldi che gli servono, per esempio, per comprare una macchina per impastare nuova. Oppure quel prestito gli costa di più.
Potremmo dire che, se spendiamo i soldi che abbiamo e basta, il fatto che la finanza vada male non ci tocca...
Solo che "finanza" è anche quando vogliamo comprare casa e apriamo un mutuo con la banca, quando paghiamo un debito a 100 euro al mese, quando compriamo un televisore a rate...
Così, se la finanza delle banche e dei mercati va male, anche la nostra finanza spicciola va male.
Non che sia un problema farsi prestare soldi... Semplicemente, questi soldi costano di più perché ci sono meno persone disposte a scucirli.
Quindi... La notizia vera di questi giorni NON è che il governo Prodi è caduto con uno show degno del sabato sera sulle nostre rovinose TV...
La notizia vera è che la finanza ha avuto il più grosso colpo negativo dalla crisi del 2001, che la fase di accentuata recessione americana è stata trasferita, con gioco di mano (e tassi di interesse) sui mercati europei, che le borse hanno bruciato MILIARDI di euro negli ultimi 6 mesi...
Così, tra qualche mese, quando non avremo i soldi per comprare il pane (come adesso) e non troveremo nessuno disposto a prestarceli a un interesse sopportabile, potremo prendercela con il governo... Che, invece di cadere nel silenzio come merita, ci ha distratto e non ci ha fatto rendere conto di quello che stava accadendo.
Intanto, i tassi di interesse dei mutui continuano a salire... E quella è finanza.

lunedì 21 gennaio 2008

Sono malato. Sto morendo.

Ti sei preso un coccolone?
No, no... Non ho nessuna malattia particolare. Un po' di tosse, influenza...
Quindi: che c'entra quel "sto morendo"?
C'entra... Perché c'entra in tutto.
Perché stai morendo anche tu.
L'altro giorno mi è capitata tra le mani una frase che mi ero annotato parecchio tempo fa e di cui, purtroppo, non avevo segnato l'autore che diceva una cosa tipo: "La vita è una malattia a trasmissione sessuale che conduce a morte certa".
No, no... Non sono triste, scazzato o che altro.
Solo che, grazie a una provvida influenza, ho avuto un po' di tempo per staccare un po' e riflettere sul fatto che il tempo passa proprio veloce.

mercoledì 9 gennaio 2008

Amici... (e 100)

Mi accusano che questo blog è pesante... Che alcuni post sono indigesti e l'intero blog non "trasuda" di personalità come altri... Non è un blog adatto a tutti.
Sono perfettamente d'accordo: non ho mai voluto fare un blog per parlare del cibo preferito dal cane, per spiegare nulla a nessuno, per mostrare alcunchè. Sto facendo questo blog come "valvola di sfogo" di una serie di pensieri e di idee che mi passano per la testa e, a volte, lo uso per commentare le cose come farei al bar...
Nel frattempo sono al centesimo post.
QUESTO è il centesimo post... Così ho deciso di dedicare questo post particolare agli amici. Che, per me, sono declinati nelle forme più varie. Allora li ricordo qui... Non è una classifica e non c'è un ordine preciso. Senza questa gentaglia, la mia vita sarebbe stata molto meno ricca. E io non sarei mai stato quello che sono. Grazie ragazzi. Vi romperò le palle a morte, ovviamente... :P
Come d'abitudine... I nomi non servono e chi è coinvolto SA che mi riferisco a lui... :D

Mi sei stato testimone di nozze ma, soprattutto, sei mio amico da lungo tempo. Mi conosci e sopporti i miei scazzi (da anni: record del mondo omologato), stai ad ascoltarmi anche quando darei fuoco al Vaticano intero, sopporti pazientemente quando ti "molliamo" la nanerottola e le dai retta come un baby sitter navigato. Una mente geniale, travestita saltuariamente da imbecille ma solo per schernirsi un po'... Se no, tutto sarebbe troppo serio. Rendi colorata ogni tua visita e sai che casa mia è casa tua. Non servono inviti. Ma se porti anche solo un dolcetto, te lo faccio ingoiare a forza perché, altrimenti, sembri un catering...

Sei una ragazza brillante, ben al di sopra la media, anche quando scazzi e sbrocchi. Si, rompi un po' con 'sto pupone... Ma è uno che non capisce con chi ha a che fare e avresti fatto meglio a sparargli anni fa. Ci avresti solo guadagnato. Conosciuta accidentalmente, ci sono ancora tante cose che non sappiamo di noi. Alcune ci vedono ai poli opposti del mondo ma ci sono anche tante cose in comune di cui chiacchierare. Hai una sensibilità unica e quella scorza che ti metti addosso, lo sai, non ti si adatta nemmeno un po'.

E' colpa tua. Tutto è colpa tua (stronzo :D). Mi hai salvato la vita una vita fa e quello che sono, gli amici che ho, li devo a te. Anche il mio lavoro (e quello di molti altri) è dovuto a te. Persino il mio matrimonio e mia figlia derivano da quella serata in cui, in mezzo alla nebbia, sono arrivato col motorino al tuo "santuario". Gli anni si sono accumulati come polvere e di cose insieme ne abbiamo fatte. Sei decisamente sparito dal mio matrimonio... Ma, si sa, tu non sei sposato... E la caccia è sempre aperta.

Non importa se sembriamo i Blues Brothers. I ricordi sono tanti... Le idee tantissime. Anche se, ogni tanto, viaggi a 1 metro da terra, sentirti o vederti mi consola. Abbiamo fatto un lungo viaggio insieme, siamo scesi un gradino per volta ma tu sei quello che, di continuo, mi faceva vedere che là sopra c'era un cielo aperto e senza nuvole. Ogni tanto si risale, ogni tanto ci si allontana... In molti momenti non so che avrei fatto senza di te. Ora siamo lontani... Interessi diversi, vite diverse. Ma io SO che ci sei e ci sarai sempre. Così come io ci sono e ci sarò. E' un patto antico, il nostro. Vecchio di secoli.

Tu sei un finto pessimista dichiarato. Si, perché il pessimista vero si rassegna. In te, invece, c'è una scintilla di speranza che non si arrivi mai al fondo totale. A volte sbagliando, a volte alimentandola con altra speranza, visto che le cose non vanno sempre tanto male. Hai una donna, una casa, un mondo verde attorno a te. Hai un passato lungo diverse epoche storiche, mondi minuscoli in cui ti avventuri. Mi prendi per il culo perché scrivo da dislessico (cilc)... Ma lo sai che ti voglio bene anche per questo e, proprio per questo, ogni volta che scrivo mi ricordo di te. E' tanto che non ci si vede ma non è un problema. Tu ci devi stare... Perché io ci sono. Quindi, amico oscuro, rompi pure le palle quando vuoi ma, il mondo, senza te sarebbe un po' più spoglio di com'è. Grazie per tutto quello che hai fatto per me.

Ok, ok... Hai fatto un gran casino. Ok, sono anni che non ci vediamo. Ok, ci siamo sentiti pochissimo. Hai un'altra vita, un'altra donna, un altro lavoro. quante partite avremo fatto su quel biliardo? Quanto cazzeggio? Quanta roba avremo scaricato e quanti progetti abbiamo fatto insieme? E quanti caffè? Ti devo moltissimo. Resti sempre il solito pirla... Ma non ti preoccupare. Lo resterò anche io.

Avevi un'approccio al mondo rivoluzionario. Avevi la vita che ti scorreva dentro e addosso, che spandevi tutto intorno a te. Avevi un modo di pensare alternativo, sapevi guardare dentro a chiunque, avevi un dono. Per diversi anni non ci siamo più visti ed ho saputo che sei stata gravemente malata. Tuttora lo sei. quella vita in cui vivevi, come un brodo, si è modificata e, ora, non serve più. Non sei più la donna indipendente che eri. Mi hai mostrato nuove vie, mi hai cambiato la vita, mi hai voluto bene come a un fratello. E io ero contento di avere una sorella, fino a quando il caso, alla fine, ci ha divisi. Idee diverse nate dalla stessa terra. Mi manchi ma non voglio rivederti. Per me sarai sempre quella che vuole smuovere il mondo intero. E, ogni tanto, ci riesce.

E poi... Un post non può essere infinito... Diciamo che gli amici che hanno influito maggiormente sulla mia vita sono qui sopra... Gli altri... ragazzi: io vi ricordo bene. Nessuno è stato dimenticato... Ma questi qui, sopra... Beh, se ne avessi mancato uno solo, adesso sarei stato molto diverso.

giovedì 3 gennaio 2008

Vedi Napoli e poi muori...

Prendo in prestito questo titolo di un filmettino del 1951 (rifatto nel 2006) perché è notizia di oggi che ci sono disordini vicino alle ex aree di stoccaggio rifiuti di Napoli...
Si, perché Napoli e i napoletani, oggi, stanno perdendo proprio la faccia.

Premessa: un paio di mesi fa, il camion della spazzatura che fa il giro ad Arcore NON è arrivato. Il risultato è che alle 7 di sera c'erano ancora tutti i sacchi della spazzatura agli angoli delle strade.
La conseguenza immediata sono state svariate proteste telefoniche al comune e la "ripresa" dei sacchi che erano stati portati fuori. ognuno s'è ripreso in casa il suo pattume e l'ha messo fuori la settimana seguente, insieme a quello "nuovo".

Premessa numero 2: ad Arcore e nella stragrande maggioranza dei comuni che conosco (si va dalla Lombardia all'Emilia Romagna, passando da Piemonte e Veneto), TUTTI i rifiuti vengono separati. La plastica con la plastica, l'umido con l'umido, gli ingombranti si portano in discarica e così via.

Premessa numero 3: malgrado la separazione dei rifiuti, la "frazione secca", non riciclabile, viene stoccata o, più spesso, bruciata. In inceneritori come quello a nord ovest di Milano oppure di Valmadrera. In loco. Perché se fai spazzatura è inutile buttare i soldi per trasportarla e impestare gli altri: quello che non ricicli, te lo bruciano vicino a casa. Quindi, più ricicli, meglio è.

Allora... Mi sorgono spontanee alcune domande... A cui non so rispondere.
1) Perché, se non raccolgono la spazzatura, non te la tieni in casa o trovi alternative?
2) Perché vedo strade piene di materiali riciclabili mescolati a rifiuto non riciclabile? Lo sai che questi materiali finiscono insieme al non riciclabile e "fanno volume"?
3) Perché, se produci spazzatura, non te la vuoi stoccare o bruciare a casa tua? Perché devi impestare altre persone con la tua merda?
4) Perché protesti contro le discariche se tu stesso produci spazzatura che può andare SOLO in discarica? Idem per gli inceneritori.

Sono solo 4 domande... E non ce l'ho con i napoletani in quanto tali. Ce l'ho con loro perché fa comodo dire che uno non vuole i rifiuti e farli portare da altre parti (con costi immensi) perché si vuole aria più pulita... quando TUTTI gli altri se la sbrigano da soli.

Il primo post dell'anno...

Non arrivava da troppo lontano. Certo, a piedi era un bel po' di strada...
Le spalle un po' curve, i piedi un po' strascicati... Ci ha messo un po' a trovare la casa giusta. Con un cagnetto nero e marrone che lo seguiva passo per passo, senza lasciarlo mai.
Però ne hanno approfittato per fermarsi a salutare il vecchio parroco, il loro vecchio amico di Velate. Che anche lui, quella notte, se ne stava un po' in giro, a trovare i suoi parrocchiani.
E poi... Giù per la discesa, facendo attenzione al ghiaccio in strada, davanti alla centrale del latte.
E poi avanti... Girando a sinistra, dopo la bocciofila...
"Una voeulta ghe giugavi ancha me. Quant ghevi i gamb e ghe vedevi ben."
E poi a destra, prima dell'edicola. E poi ancora a destra, fino in fondo alla via, verso una casona di mattoni rossi.
"L'ha metuu i pess in giarden... L'è minga tant a post, ma se ghe piasen... Ign gnanca bonn de mangiaa."
Col suo bastone in mano, la faccia rugosa, la barba pungente del giorno prima, magro e dinoccolato, imbottito per difendersi dal freddo. E quel cagnetto sempre dietro, che capiva le parole e gli sguardi. E rispondeva.
Ha fatto la sua strada ed è arrivato. Davanti alla porta.
"Attenti al cane... L'ha toeu un can..."
Alla fine sono entrati, trovando una cagnolina sul divano. Si è girato verso il cagnetto: "Te sumiglia... T'he vest? Te voeur ben." Il cagnetto ha guaito un po'... Perché era scappato via di fretta e mica pensava di avere così tante somiglianze con quella cagnolina.
Poi... Si son messi a girare un po' per casa... Hanno guardato la stanza della bimba, vuota, scoprendo che ha più vestiti di una principessa e disapprovando i due scatoloni dietro alla porta: "Le mai sta urdinaa".
Poi sono scesi... Disapprovando ancora di più la stanza degli ospiti e l'ufficio, ancora ingombri di scatoloni... " Se stavi che, insema, putevi dagh una man.".
Dopo sono saliti... Scoprendo un lettone in cui dormivano due tizi e mezzo. Con un mezzo che, in realtà, era una mezza e li separava: bianca e rossa, dormiva beata con i piedi addosso al papà e la testa appoggiata sulla madre.
Son restati lì a guardarli un po'.
Lui scuotendo la testa e fissandosi quell'immagine nella memoria. Il cagnetto, scodinzolando e approvando il fatto che la cagnolina di sotto sarebbe potuta salire in ogni momento se avesse avuto bisogno di compagnia.
Poi hanno sentito i rintocchi del campanile davanti casa... Le 5.
"Tra mezura el leva su... Bisugna andaa... "
E sono fuggiti via. Lungo la strada a ritroso. Salutandosi nei dintorni della Fiera perché loro stavano in due posti diversi.
Lui salutò il cagnetto. "Se vedum la prosima voeulta. Fà ul brau e fa la guardia."
E l'altro, con uno scodinzolio: "Se vedum. Voo insema al can gialt che el buia semper..."

martedì 25 dicembre 2007

Buon Natale!

... A me piace poco.
Cioè... Non avendo credenze religiose, non amando mangiare oltre misura, sopportando i parenti solo a piccole dosi... A me Natale piace poco.
Mi piace poco persino ricevere regali... Che sono spesso uno spreco inutile di soldi e risorse.
Insomma... Non ci trovo molta diversità rispetto ad altri giorni dell'anno.
Almeno, il cambio di anno è l'occasione per fare un punto, guardarsi indietro e guardare avanti...
Natale ce lo vedo bene come festa per i bambini (almeno 1 giorno dell'anno dedicato a loro).
Tutti gli altri giorni sono parcheggiati in giro, bistrattati, non considerati. Almeno per loro, Natale ha un certo significato.
Sull'"essere buoni"... Meglio lasciar perdere. Conosco delle vere carogne che festeggiano il Natale esattamente come gli altri. Anzi: a Natale sembrano anche molto più buoni... Visto che vanno persino a messa.
Insomma...
Io, il Natale, lo capisco poco.
Comunque sia, se pensi che ti possa far star meglio: auguri.
Se mi conosci, però, lo sai... Io non sono mai buono o cattivo. Natale, Pasqua o qualsiasi sia il giorno dell'anno. Da bravo Nazgul, io sono sempre io. Tutti i giorni dell'anno, di qualsiasi anno, 24 ore su 24.

venerdì 14 dicembre 2007

Nuovo Phishing sulle poste...

I ragazzetti del Phishing ci stanno dando dentro.
Si... Sono ragazzetti che mandano mail simili a quelle inviate da banche ed enti, cercando di convincere i destinatari a inserire i loro dati personali in pagine Web SIMILI a quelle istituzionali... Ma in loro possesso.
I dati vengono rubati e usati per svuotare i conti dei malcapitati di turno.
Stavolta, il phishing colpisce ancora le poste italiane, con un messaggio dall'oggetto: "Misure di sicurezza il tuo account è stato bloccato!".
Il mittente risulta BPOL@bancopostaonline.poste.it [servizi.online@bancoposteonline.it ].
Ovviamente è una TRUFFA. Nessun servizio online serio manda messaggi di tono così minatorio...
Il testo, invece, è abbastanza credibile:
Caro cliente Poste.it,

Una nuova gamma completa di servizi online èdesso disponibile !
Per poter usufruire dei nuovi servizi online di Poste.it occorre prima diventare UTENTE VERIFICATO.

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L'Assistenza Clienti, dopo aver ricevuto la documentazione e averne verificato la completezza e la veridicit provveder immediatamente ad attivare il suo " Nome Utente Verificato ". Verrai informato telefonicamente di tale attivazione.

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Numero gratuito 803.160 (dal lunedìl sabato dalle ore 8 alle ore 20).

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Caratteristica del messaggio è che tutti i link si collegano direttamente al sito di poste.it.
Tutti tranne due: quello "sotto" la scritta "Diventa utente verificato" e sotto "Accedi a poste.it".
Questi due link, NON rimandano a poste.it ma a un sito chiamato www.poste.it.omoadm.com. Per essere precisi alla pagina /bancopostaonline.poste.it/index.php.
Inutile dire che l'aspetto della pagina è identico a quella di login di poste.it e più d'uno può esserne ingannato.
Andiamo un po' a vedere cos'è il sito omoadm.com... E scopriamo che è un server negli USA (205.234.106.186) , anzi: della virginia. Di Ashburn.
Il cui nome reale è unknown186.106.234.205.defenderhosting.com.
Chi è defenderhosting.com?
Indaghiamo... Basta un Geo IP Tool qualsiasi...
Che ci dice che il server di base è www1.powervps.com, il cui IP è 205.177.13.10. Che sta anche questo negli USA, in Virginia, a Sterling. Dove c'è una delle più famose università americane... Vuoi vedere che hanno usato un server dell'università come punto di appoggio?
Seguiamo, però, un'altra rotta... E cerchiamo il server a cui viene rediretto il traffico... basta cercare l'indirizzo completo: www.poste.it.omoadm.com.
Il risultato è quello di identificare un server francese. Che strano... Ricordo che i francesi c'entravano già in queste storie di phishing...
per essere precisi, risaliamo al server 20-5-73-62.serveur-heberge.com che ha IP 62.73.5.20.
Chi è serveur-heberge.com?
Qui ci dobbiamo fermare...
Si, perché la classe di Ip assegnati a questo nome... In realtà non esiste. Servirebbero i dati del server in Virginia per capire che fine fa il traffico. Dati facilmente recuperabili dalle autorità di polizia, per andare lì e fargli il culo.
In realtà, uno strumento l'abbiamo da SECOLI... Si chiama "tracert".
Facciamo un tarcert verso quell'IP e scopriamo che i nostri dati transitano allegramente sul server di smistamento di Axinet.com per finire direttamente su quel server.
Allora... Andiamo a vedere chi cazzo è 'sto Axinet...
Ecco...
Un provider Svedese.
Però... Il computer precedente a quello di destinazione si chiama, in realtà, "feth2-1-gw1.paris-defense.axinet.com" ed ha come IP il 62.73.2.24.
Dall'Italia (da me si passa tramite la rete server di Telia.net e passando dal loro gateway verso axinet.com) si va in Virginia, si passa in Francia dove le tracce si perdono... Sulla rete di un provider Svedese... Forse tramite un maldestro tentativo di mascherare questo "fattaccio".
Chissà se le autorità faranno qualche indagine?
Io ci ho messo 10 minuti a capire che bisogna iniziare dalla comunità europea e identificare i provider coinvolti... Chissà.

Un consiglio amichevole... PRIMA di cliccare su un collegamento... Cercate di capire dove state andando a finire. pensavate di finire su qualche server di Roma? O di un'altra città italiana? No... Siete in Virginia e venite rispediti in Francia e, da lì, chissà dove...

mercoledì 12 dicembre 2007

Quello che mi manca

Ci sono accadimenti, ci sono cose che mi riportano alla mente vecchi strati della pelle che porto in giro.
In particolare, stanotte e per tutta notte, ho avuto davanti agli occhi l'immagine di una sedia vuota.
Io ero lì, su un palco, a fare nonsopiùcosa...
Ma fissavo quella sedia vuota.
Sulla sedia accanto c'erano mio nonno e mia nonna.
Lo ricordo bene.
Ma lì, la sedia era vuota.
Così, non sono più salito su un palco.
Ricordo che si collega a quello di una strada, parecchi anni dopo, che portava dal mio istituto tecnico verso casa. Con uno zaino pesante sulle spalle, i piedi stanchi, e la strada che si snodava, in zone conosciute, da scuola a casa. Per chilometri.
E, anche lì, c'era la mancanza di una macchina che doveva portarmi ma che era in ritardo. talmente in ritardo che, spesso, arrivavo a casa prima che arrivasse a prendermi.
Una macchina che non c'era mai quando, in chiesa, cantavo nel coro.
Che non c'è mai stata quando completavo i miei libri, quando scrivevo articoli su riviste nazionali, quando facevo qualcosa che mi rendeva orgoglioso.
Così, ho smesso di aspettarla.
Mancava qualcosa nello sguardo di alcune persone quando ho detto che andavo a vivere con la mia fidanzata. La stessa cosa che mancava negli stessi sguardi quando ho detto che mi sposavo. Che è mancato ancora quando ho detto che aspettavamo un figlio.
Nella vita non mi è mai mancato nulla.
Forse mi è mancato solo l'indispensabile.
Oggi sono ancora su quella strada e sto ancora aspettando quella macchina. Che non passerà mai. Mi illudo, ogni tanto, che possa passare. Ma non arriverà.
Mi sento vecchio. Ho le gambe stanche. Ma ho anche una forza di volontà e una cocciutaggine terribile. Quella macchina non arriverà e io, prima o poi, arriverò a casa. Intanto mi guardo intorno e sono felice, con i compagni di viaggio che ho incontrato.
Stranamente, nella mia stanchezza, mi sento forte e crudele.
Perché ho davanti l'esempio di quello che a mia figlia non mancherà mai.

Stato di diritto? No, stato di dritti!

Le proteste di questi giorni dei trasportatori mi fanno pensare che, neppure tanto in fondo, il nostro stato non è uno stato di diritti ma uno stato di dritti.
Una vocale che cambia un po' le cose.
Negli anni passati, di cose strane ne ho viste...
Ricordo, tempo fa, che gli allevatori, per protestare per le quote latte e le multe che l'Europa gli ha affibbiato (grazie a una imbecille politica economica portata avanti dal nostro stato), avevano bloccato la tangenziale est. Me lo ricordo bene: il blocco era al casello di Agrate, io abitavo a Casatenovo (LC) e il mio ufficio era a Brugherio (MI). Quel casello era un passaggio obbligato e ricordo bene che i tempi di percorrenza erano passati da 1/2 ora a oltre 2 ore. Tanto tempo perso, tanta benzina sprecata. tanti danni. Che gli agricoltori mi hanno fatto perché non volevano pagare le multe che una commissione europea gli ha dato in forza di accordi presi con il nostro governo...
In pratica, siccome non potevano inculare la commissione europea o il nostro governo, si son messi a inculare tutti i poveri cristi che passavano da quelle parti.
Poi ricordo la stagione dei treni... Tutti quelli che scioperavano, occupavano i binari che trovavano. Bloccando migliaia e migliaia di pendolari, di treni a lunga percorrenza, di tonnellate di merci. Ci sarà stato senz'altro qualcuno che ha occupato anche binari morti... Sai, nella fretta.
E, anche lì, le proteste erano contro il governo o alcuni industriali che non rinnovavano i contratti.
E anche loro, lì, a inculare tutti i pendolari invece di inculare il governo.
Adesso... I trasportatori.
Per carità, i MOTIVI della loro protesta (come quelli degli agricoltori e degli "occupatori di binari") sono legittimi. I metodi, però, sono da condannare.
Non si può mettere in ginocchio un paese per far valere i propri diritti. Non si possono calpestare i diritti di TUTTI gli altri per far valere i propri.
Una volta mi è stato detto che la mia libertà finisce dove inizia quella degli altri.
Bene, direi che loro hanno ampiamente superato questo limite.
Andate voi trasportatori dagli operai della Bauli messi in cassa integrazione ieri pomeriggio a dirgli che lo fate nel loro interesse. andate voi dagli operai della Fiat a dirgli che sono in attesa forzata, a casa, per dei motivi legittimi. Spiegateglielo voi. Andate voi dai piccoli imprenditori e dai liberi professionisti che hanno giorni e giorni di mancato lavoro a spiegargli le vostre ragioni. raccontatela un po' ai contadini, ai pescatori, ai panettieri che si vedono marcire le merci nei depositi.
Sicuramente, questo stato senza spina dorsale, cederà alla protesta. Così come ha ceduto pochi giorni fa ai tassisti e, prima ha ceduto a molti altri. Dimostrando che, se vuoi ottenere qualcosa, i metodi legali non servono. L'ottenimento di qualcosa, qualsiasi cosa, si realizza solo tramite l'illegalità.
Per fortuna, io non sono al governo.
Perché avfrei reagito all'illegalità nel peggiore dei modi.
Si, perché io avrei confiscato carichi, documenti e camion, da affidare a esercito, vigili del fuoco e forze di polizia (che hanno gli autisti con le patenti adatte) per la consegna. Con un viaggio di andata diretto in galera per chiunque si fosse opposto, sospensioni di patenti, multe per intralcio alla circolazione, sedizione, sommossa... Insomma: se esiste uno stato di diritto, se esistono delle leggi, TUTTI dobbiamo rispettarle. E io le avrei fatte rispettare.
Invece, questo è uno stato di dritti.
Dove, per non scontentare nessuno, ci inculano regolarmente tutti.
Quindi alè... Se siete tra i fortunati con la vaselina, tiratela fuori.

Un sentito grazie ai TIR...

... e ai loro autisti.
Esterno notte (anzi: alba): tre linee di auto, camion e moto che si stendono a perdita d'occhio in direzione dell'uscita Milano certosa. Lì in mezzo c'è una Kia Sorento grigia con al volante uno rassegnato a spararsi la solita coda chilometrica verso l'ufficio. Stanco e assonnato, si è alzato alle 5 e 1/2 per uscire di casa alle 6 ed evitare la coda delle 7. Molto più lenta e chilometrica.
Questo fino a ieri.
Perché, oggi, con lo sciopero dei TIR, la carenza di benzina e gasolio...
Esterno notte (anzi: alba): tre corsie quasi totalmente libere con tante auto, qualche moto e 3 camion (li ho contati) che si stendono a perdita d'occhio in direzione dell'uscita Milano certosa. Lì, a 120 Km/h, c'è una Kia Sorento grigia con al volante un esaltato che ride e ride e ride... In rapido spostamento verso l'ufficio. Stanco e assonnato, si è alzato alle 6 e 1/4 per uscire di casa alle 6 e 40 perchè era molto assonnato e con una carenza mostruosa di sonno. Ma se si alzava dopo, era uguale.

Insomma: grazie cari imbecilli che guidate i TIR. La vostra mancanza suggerisce una soluzione definitiva per il problema del traffico sull'autostrada più congestionata d'Europa.

Per inciso... Partito alle 6 e 40 da Arcore, alle 7 e 5 posavo la borsa del portatile sulla scrivania.

martedì 11 dicembre 2007

Quando si ha la nebbia nel cervello...

Orario imprecisato. Prima dell'alba. Foschia.
La Brianza è immersa in un leggero sudario di nebbia.
Anzi... Di foschia.
Normale. Ci sono esattamente zero gradi e il tempo è indeciso: far precipitare a terra il suo sudore, congelandolo, oppure sudare di più e dare vita alla nebbia vera?
Mentre è in dubbio, io vado.
Al lavoro.
Dietro la stazione di Arcore, le rotatorie, la bretellina, viale delle Industrie, il ponte, lo svincolo, l'immissione sulla (tragica) A4.
Una mattina come tante altre.
Cone meno camion (grazie allo sciopero).
Visibilità?
Saranno almeno 300 metri. Forse 400. Forse di più. Dalla Roche si vede la passerella pedonale dello stadio. Direi che possono atterrare anche dei Jumbo, senza problemi. Figuriamoci guidare un'auto in coda.
Però... C'è qualcosa che disturba.
Quello davanti a me ha acceso l'antinebbia posteriore e mi sta dando parecchio fastidio.
Allora... Lo so che l'antinebbia l'hai pagato. Che è un optional costoso. Saranno almeno 100 euro in più sul prezzo della macchina. Lo so che non aspettavi altro che l'occasione di poter mostrare al mondo che hai anche tu l'antinebbia. Lo so che hai cristonato per mesi perché la nebbia di un tempo, qui, non si vede da anni. Lo so.
Ma, ciccio, è un antiNEBBIA. Non un antifoschia.
Serve per renderti visibile quando c'è TANTA nebbia e nessuno sa che sei in mezzo alla strada.
Ti serve se fai stradine di campagna di notte con la nebbia. Ti serve se sei in autostrada a 30 Km/h con la nebbia. Insomma... Ti serve CON LA NEBBIA.
Non ti serve con la foschia. Non ti serve in coda. Non ti serve in città.
Forse ti servirebbe qualcosa per ripulire il tuo cervello dalla nebbia.
Così, io che voglio darti una mano, cerco anch'io di fare un po' di luce.
Mi spiace se tu hai una macchinetta del cazzo e ti sei spaventato. Ma non potevo evitare di aiutarti.
La prossima volta che ti accendo i miei antinebbia anteriori e tiro su gli abbaglianti, non sbandare... Perché potrei anche suonare il clacson.

martedì 27 novembre 2007

Un Gigante dell'idiozia.

Sabato sono andato al Gigante di Usmate Velate.
E' un supermercato decisamente più piccolo del "vecchio" Gigante di Villasanta e, proprio per questo, più tranquillo. C'è il bar, la lavanderia, il solarium... E il Gigante, ovviamente.
Per questo trovo sia ideale per farci la spesa "di corsa": meno scelta, certo, ma anche meno sbattimenti.
Sono entrato con mia figlia e mia moglie, siamo andati in lavanderia a ritirare la mia giacca e i miei pantaloni, abbiamo fatto colazione e abbiamo cercato di entrare nel supermercato.
Abbiamo cercato... Perché stavamo passando con il nostro carrello quando sento: "Scusi, signore...".
Era la guardia all'ingresso.
In pratica, siccome il Gigante vende anche vestiti (di bassa marca), io non potevo entrare con il mio vestito appena ritirato. Non importa che il mio sia un vestito su misura, fatto in sartoria, con tanto di nome e cognome scritto sia sulla giacca che sui pantaloni. Doveva rinchiuderlo nel suo cazzo di cellophan. Con ovvie conseguenze sulla stiratura.
Mi son girato e me ne sono andato. Io, la bimba, mia moglie e il vestito.
Se devo tornare in macchina per evitare che mi stropicci il vestito... Tanto vale prendere la machcina e cambiare supermercato.
In altri tempi avrei cercato di spiegare o avrei lasciato imbustare il vestito.
Sabato scorso no.
No perché conosco perfettamente quella guardia. Non so come si chiama ma la conosco perfettamente.
Nonj è una guardia. E' un coglione con la divisa.
Due sere prima mi ha imbustato il portatile che avevo con me, costringendomi a tenerlo sotto braccio mentre facevo la spesa. Si, perché il Gigante vende portatili. Computer portatili a basso costo, piccoli gioiellini del rottame di marche conosciute quanto evitate come la peste.
Ovvio che io non potessi entrare con il mio portatile HP pavilion DV9000 con schermo 16:9, Windows Vista Ultimate e colmo dei miei dati. Se no, ci si poteva confondere, no?
Stessa cosa qualche sera prima con le caramelle balsamiche. Avevo un pacchetto e ne stavo prendendo una... Mi ha detto che nel super non si può mangiare e mi ha imbustato il pacchetto.
Insomma: è un rompicoglioni e non capisce lo scopo di quello per cui è lì all'ingresso.
Così... Visto che la Brianza abbonda di super e iper mercati, visto che il medico non mi ha ordinato di andare lì per forza... Andrò in un altro supermercato. Dimenticandomi di quel Gigante che ha una guardia così.

venerdì 23 novembre 2007

Rai, Mediaset e gli scheletri nell'armadio...

Notizia di questi giorni: alcuni dirigenti Rai e Mediaset sono attaccati perché, da alcune intercettazioni, è risultato che si consultavano prima di diffondere notizie su alcuni politici.
Molti pensano a uno scandalo, la magistratura si muove, i giornalisti restano perplessi.
Me compreso e per diverse cose.
1) Non ci vedo grandi novità: da quando ho conosciuto l'ambiente giornalistico c'è sempre stata la "consultazione" con i colleghi. Alle presentazioni dei prodotti, alle conferenze stampa, quando ci si trova... Ma anche al telefono. Notizie importanti vengono sempre discusse anche al di là della propria redazione.
2) Chi offre più servizi ha un trattamento migliore. Come già detto in altro post, nel mondo delle fiabe il giornalista è incorruttibile. nel mondo reale basta un regalino che, nel peggiore dei casi, se ne starà zitto. Sempre e con tutti i giornalisti.
3) Il "padrone" ha sempre il suo peso. Non vorrai mica mordere la mano che ti dà da mangiare? Quindi... Se sei contro Berlusconi ma lavori in una redazione di un suo giornale, potrai sparargli un sacco di merda addosso ma non potrai affondare il coltello nella piaga. Specialmente se lui ti sta tenendo d'occhio. Ovviamente vale anche il contrario...
4) La visione dei giornalisti e dell'informazione come di cose neutrali, specialmente in Italia, è del tutto utopica. Ci sono mosche bianche... Ma la stragrande maggioranza dei giornalisti NON è neutrale ma di parte. Di quale parte? Di quella che offre di più.
5) Quella dei giornalisti è una casta privilegiata in cui si entra per conoscenza di, amicizia con... Così come si può lavorare per grandi testate solo grazie al "consiglio" di amici di amici.
6) Questa casta è, ovviamente, associata alle altre caste privilegiate ed è legittimo sospettare scambi di favori. Dopotutto, una mano lava l'altra, no?
7) La legge italiana è fatta apposta per evitare che persone qualsiasi possano esprimere liberamente le loro idee, riportare notizie, fare indagini. Questo è il motivo per cui voi state leggendo un blog che è fisicamente ospitato nel bel mezzo degli USA e non da server italiani. Perché qui, pur non facendo parte della casta, posso scrivere quello che voglio e avvalermi delle leggi di protezione delle libertà personali vigenti negli USA, dove la casta non esiste.

Welcome to the real world