martedì 25 dicembre 2007

Buon Natale!

... A me piace poco.
Cioè... Non avendo credenze religiose, non amando mangiare oltre misura, sopportando i parenti solo a piccole dosi... A me Natale piace poco.
Mi piace poco persino ricevere regali... Che sono spesso uno spreco inutile di soldi e risorse.
Insomma... Non ci trovo molta diversità rispetto ad altri giorni dell'anno.
Almeno, il cambio di anno è l'occasione per fare un punto, guardarsi indietro e guardare avanti...
Natale ce lo vedo bene come festa per i bambini (almeno 1 giorno dell'anno dedicato a loro).
Tutti gli altri giorni sono parcheggiati in giro, bistrattati, non considerati. Almeno per loro, Natale ha un certo significato.
Sull'"essere buoni"... Meglio lasciar perdere. Conosco delle vere carogne che festeggiano il Natale esattamente come gli altri. Anzi: a Natale sembrano anche molto più buoni... Visto che vanno persino a messa.
Insomma...
Io, il Natale, lo capisco poco.
Comunque sia, se pensi che ti possa far star meglio: auguri.
Se mi conosci, però, lo sai... Io non sono mai buono o cattivo. Natale, Pasqua o qualsiasi sia il giorno dell'anno. Da bravo Nazgul, io sono sempre io. Tutti i giorni dell'anno, di qualsiasi anno, 24 ore su 24.

venerdì 14 dicembre 2007

Nuovo Phishing sulle poste...

I ragazzetti del Phishing ci stanno dando dentro.
Si... Sono ragazzetti che mandano mail simili a quelle inviate da banche ed enti, cercando di convincere i destinatari a inserire i loro dati personali in pagine Web SIMILI a quelle istituzionali... Ma in loro possesso.
I dati vengono rubati e usati per svuotare i conti dei malcapitati di turno.
Stavolta, il phishing colpisce ancora le poste italiane, con un messaggio dall'oggetto: "Misure di sicurezza il tuo account è stato bloccato!".
Il mittente risulta BPOL@bancopostaonline.poste.it [servizi.online@bancoposteonline.it ].
Ovviamente è una TRUFFA. Nessun servizio online serio manda messaggi di tono così minatorio...
Il testo, invece, è abbastanza credibile:
Caro cliente Poste.it,

Una nuova gamma completa di servizi online èdesso disponibile !
Per poter usufruire dei nuovi servizi online di Poste.it occorre prima diventare UTENTE VERIFICATO.

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L'Assistenza Clienti, dopo aver ricevuto la documentazione e averne verificato la completezza e la veridicit provveder immediatamente ad attivare il suo " Nome Utente Verificato ". Verrai informato telefonicamente di tale attivazione.

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Numero gratuito 803.160 (dal lunedìl sabato dalle ore 8 alle ore 20).

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Caratteristica del messaggio è che tutti i link si collegano direttamente al sito di poste.it.
Tutti tranne due: quello "sotto" la scritta "Diventa utente verificato" e sotto "Accedi a poste.it".
Questi due link, NON rimandano a poste.it ma a un sito chiamato www.poste.it.omoadm.com. Per essere precisi alla pagina /bancopostaonline.poste.it/index.php.
Inutile dire che l'aspetto della pagina è identico a quella di login di poste.it e più d'uno può esserne ingannato.
Andiamo un po' a vedere cos'è il sito omoadm.com... E scopriamo che è un server negli USA (205.234.106.186) , anzi: della virginia. Di Ashburn.
Il cui nome reale è unknown186.106.234.205.defenderhosting.com.
Chi è defenderhosting.com?
Indaghiamo... Basta un Geo IP Tool qualsiasi...
Che ci dice che il server di base è www1.powervps.com, il cui IP è 205.177.13.10. Che sta anche questo negli USA, in Virginia, a Sterling. Dove c'è una delle più famose università americane... Vuoi vedere che hanno usato un server dell'università come punto di appoggio?
Seguiamo, però, un'altra rotta... E cerchiamo il server a cui viene rediretto il traffico... basta cercare l'indirizzo completo: www.poste.it.omoadm.com.
Il risultato è quello di identificare un server francese. Che strano... Ricordo che i francesi c'entravano già in queste storie di phishing...
per essere precisi, risaliamo al server 20-5-73-62.serveur-heberge.com che ha IP 62.73.5.20.
Chi è serveur-heberge.com?
Qui ci dobbiamo fermare...
Si, perché la classe di Ip assegnati a questo nome... In realtà non esiste. Servirebbero i dati del server in Virginia per capire che fine fa il traffico. Dati facilmente recuperabili dalle autorità di polizia, per andare lì e fargli il culo.
In realtà, uno strumento l'abbiamo da SECOLI... Si chiama "tracert".
Facciamo un tarcert verso quell'IP e scopriamo che i nostri dati transitano allegramente sul server di smistamento di Axinet.com per finire direttamente su quel server.
Allora... Andiamo a vedere chi cazzo è 'sto Axinet...
Ecco...
Un provider Svedese.
Però... Il computer precedente a quello di destinazione si chiama, in realtà, "feth2-1-gw1.paris-defense.axinet.com" ed ha come IP il 62.73.2.24.
Dall'Italia (da me si passa tramite la rete server di Telia.net e passando dal loro gateway verso axinet.com) si va in Virginia, si passa in Francia dove le tracce si perdono... Sulla rete di un provider Svedese... Forse tramite un maldestro tentativo di mascherare questo "fattaccio".
Chissà se le autorità faranno qualche indagine?
Io ci ho messo 10 minuti a capire che bisogna iniziare dalla comunità europea e identificare i provider coinvolti... Chissà.

Un consiglio amichevole... PRIMA di cliccare su un collegamento... Cercate di capire dove state andando a finire. pensavate di finire su qualche server di Roma? O di un'altra città italiana? No... Siete in Virginia e venite rispediti in Francia e, da lì, chissà dove...

mercoledì 12 dicembre 2007

Quello che mi manca

Ci sono accadimenti, ci sono cose che mi riportano alla mente vecchi strati della pelle che porto in giro.
In particolare, stanotte e per tutta notte, ho avuto davanti agli occhi l'immagine di una sedia vuota.
Io ero lì, su un palco, a fare nonsopiùcosa...
Ma fissavo quella sedia vuota.
Sulla sedia accanto c'erano mio nonno e mia nonna.
Lo ricordo bene.
Ma lì, la sedia era vuota.
Così, non sono più salito su un palco.
Ricordo che si collega a quello di una strada, parecchi anni dopo, che portava dal mio istituto tecnico verso casa. Con uno zaino pesante sulle spalle, i piedi stanchi, e la strada che si snodava, in zone conosciute, da scuola a casa. Per chilometri.
E, anche lì, c'era la mancanza di una macchina che doveva portarmi ma che era in ritardo. talmente in ritardo che, spesso, arrivavo a casa prima che arrivasse a prendermi.
Una macchina che non c'era mai quando, in chiesa, cantavo nel coro.
Che non c'è mai stata quando completavo i miei libri, quando scrivevo articoli su riviste nazionali, quando facevo qualcosa che mi rendeva orgoglioso.
Così, ho smesso di aspettarla.
Mancava qualcosa nello sguardo di alcune persone quando ho detto che andavo a vivere con la mia fidanzata. La stessa cosa che mancava negli stessi sguardi quando ho detto che mi sposavo. Che è mancato ancora quando ho detto che aspettavamo un figlio.
Nella vita non mi è mai mancato nulla.
Forse mi è mancato solo l'indispensabile.
Oggi sono ancora su quella strada e sto ancora aspettando quella macchina. Che non passerà mai. Mi illudo, ogni tanto, che possa passare. Ma non arriverà.
Mi sento vecchio. Ho le gambe stanche. Ma ho anche una forza di volontà e una cocciutaggine terribile. Quella macchina non arriverà e io, prima o poi, arriverò a casa. Intanto mi guardo intorno e sono felice, con i compagni di viaggio che ho incontrato.
Stranamente, nella mia stanchezza, mi sento forte e crudele.
Perché ho davanti l'esempio di quello che a mia figlia non mancherà mai.

Stato di diritto? No, stato di dritti!

Le proteste di questi giorni dei trasportatori mi fanno pensare che, neppure tanto in fondo, il nostro stato non è uno stato di diritti ma uno stato di dritti.
Una vocale che cambia un po' le cose.
Negli anni passati, di cose strane ne ho viste...
Ricordo, tempo fa, che gli allevatori, per protestare per le quote latte e le multe che l'Europa gli ha affibbiato (grazie a una imbecille politica economica portata avanti dal nostro stato), avevano bloccato la tangenziale est. Me lo ricordo bene: il blocco era al casello di Agrate, io abitavo a Casatenovo (LC) e il mio ufficio era a Brugherio (MI). Quel casello era un passaggio obbligato e ricordo bene che i tempi di percorrenza erano passati da 1/2 ora a oltre 2 ore. Tanto tempo perso, tanta benzina sprecata. tanti danni. Che gli agricoltori mi hanno fatto perché non volevano pagare le multe che una commissione europea gli ha dato in forza di accordi presi con il nostro governo...
In pratica, siccome non potevano inculare la commissione europea o il nostro governo, si son messi a inculare tutti i poveri cristi che passavano da quelle parti.
Poi ricordo la stagione dei treni... Tutti quelli che scioperavano, occupavano i binari che trovavano. Bloccando migliaia e migliaia di pendolari, di treni a lunga percorrenza, di tonnellate di merci. Ci sarà stato senz'altro qualcuno che ha occupato anche binari morti... Sai, nella fretta.
E, anche lì, le proteste erano contro il governo o alcuni industriali che non rinnovavano i contratti.
E anche loro, lì, a inculare tutti i pendolari invece di inculare il governo.
Adesso... I trasportatori.
Per carità, i MOTIVI della loro protesta (come quelli degli agricoltori e degli "occupatori di binari") sono legittimi. I metodi, però, sono da condannare.
Non si può mettere in ginocchio un paese per far valere i propri diritti. Non si possono calpestare i diritti di TUTTI gli altri per far valere i propri.
Una volta mi è stato detto che la mia libertà finisce dove inizia quella degli altri.
Bene, direi che loro hanno ampiamente superato questo limite.
Andate voi trasportatori dagli operai della Bauli messi in cassa integrazione ieri pomeriggio a dirgli che lo fate nel loro interesse. andate voi dagli operai della Fiat a dirgli che sono in attesa forzata, a casa, per dei motivi legittimi. Spiegateglielo voi. Andate voi dai piccoli imprenditori e dai liberi professionisti che hanno giorni e giorni di mancato lavoro a spiegargli le vostre ragioni. raccontatela un po' ai contadini, ai pescatori, ai panettieri che si vedono marcire le merci nei depositi.
Sicuramente, questo stato senza spina dorsale, cederà alla protesta. Così come ha ceduto pochi giorni fa ai tassisti e, prima ha ceduto a molti altri. Dimostrando che, se vuoi ottenere qualcosa, i metodi legali non servono. L'ottenimento di qualcosa, qualsiasi cosa, si realizza solo tramite l'illegalità.
Per fortuna, io non sono al governo.
Perché avfrei reagito all'illegalità nel peggiore dei modi.
Si, perché io avrei confiscato carichi, documenti e camion, da affidare a esercito, vigili del fuoco e forze di polizia (che hanno gli autisti con le patenti adatte) per la consegna. Con un viaggio di andata diretto in galera per chiunque si fosse opposto, sospensioni di patenti, multe per intralcio alla circolazione, sedizione, sommossa... Insomma: se esiste uno stato di diritto, se esistono delle leggi, TUTTI dobbiamo rispettarle. E io le avrei fatte rispettare.
Invece, questo è uno stato di dritti.
Dove, per non scontentare nessuno, ci inculano regolarmente tutti.
Quindi alè... Se siete tra i fortunati con la vaselina, tiratela fuori.

Un sentito grazie ai TIR...

... e ai loro autisti.
Esterno notte (anzi: alba): tre linee di auto, camion e moto che si stendono a perdita d'occhio in direzione dell'uscita Milano certosa. Lì in mezzo c'è una Kia Sorento grigia con al volante uno rassegnato a spararsi la solita coda chilometrica verso l'ufficio. Stanco e assonnato, si è alzato alle 5 e 1/2 per uscire di casa alle 6 ed evitare la coda delle 7. Molto più lenta e chilometrica.
Questo fino a ieri.
Perché, oggi, con lo sciopero dei TIR, la carenza di benzina e gasolio...
Esterno notte (anzi: alba): tre corsie quasi totalmente libere con tante auto, qualche moto e 3 camion (li ho contati) che si stendono a perdita d'occhio in direzione dell'uscita Milano certosa. Lì, a 120 Km/h, c'è una Kia Sorento grigia con al volante un esaltato che ride e ride e ride... In rapido spostamento verso l'ufficio. Stanco e assonnato, si è alzato alle 6 e 1/4 per uscire di casa alle 6 e 40 perchè era molto assonnato e con una carenza mostruosa di sonno. Ma se si alzava dopo, era uguale.

Insomma: grazie cari imbecilli che guidate i TIR. La vostra mancanza suggerisce una soluzione definitiva per il problema del traffico sull'autostrada più congestionata d'Europa.

Per inciso... Partito alle 6 e 40 da Arcore, alle 7 e 5 posavo la borsa del portatile sulla scrivania.

martedì 11 dicembre 2007

Quando si ha la nebbia nel cervello...

Orario imprecisato. Prima dell'alba. Foschia.
La Brianza è immersa in un leggero sudario di nebbia.
Anzi... Di foschia.
Normale. Ci sono esattamente zero gradi e il tempo è indeciso: far precipitare a terra il suo sudore, congelandolo, oppure sudare di più e dare vita alla nebbia vera?
Mentre è in dubbio, io vado.
Al lavoro.
Dietro la stazione di Arcore, le rotatorie, la bretellina, viale delle Industrie, il ponte, lo svincolo, l'immissione sulla (tragica) A4.
Una mattina come tante altre.
Cone meno camion (grazie allo sciopero).
Visibilità?
Saranno almeno 300 metri. Forse 400. Forse di più. Dalla Roche si vede la passerella pedonale dello stadio. Direi che possono atterrare anche dei Jumbo, senza problemi. Figuriamoci guidare un'auto in coda.
Però... C'è qualcosa che disturba.
Quello davanti a me ha acceso l'antinebbia posteriore e mi sta dando parecchio fastidio.
Allora... Lo so che l'antinebbia l'hai pagato. Che è un optional costoso. Saranno almeno 100 euro in più sul prezzo della macchina. Lo so che non aspettavi altro che l'occasione di poter mostrare al mondo che hai anche tu l'antinebbia. Lo so che hai cristonato per mesi perché la nebbia di un tempo, qui, non si vede da anni. Lo so.
Ma, ciccio, è un antiNEBBIA. Non un antifoschia.
Serve per renderti visibile quando c'è TANTA nebbia e nessuno sa che sei in mezzo alla strada.
Ti serve se fai stradine di campagna di notte con la nebbia. Ti serve se sei in autostrada a 30 Km/h con la nebbia. Insomma... Ti serve CON LA NEBBIA.
Non ti serve con la foschia. Non ti serve in coda. Non ti serve in città.
Forse ti servirebbe qualcosa per ripulire il tuo cervello dalla nebbia.
Così, io che voglio darti una mano, cerco anch'io di fare un po' di luce.
Mi spiace se tu hai una macchinetta del cazzo e ti sei spaventato. Ma non potevo evitare di aiutarti.
La prossima volta che ti accendo i miei antinebbia anteriori e tiro su gli abbaglianti, non sbandare... Perché potrei anche suonare il clacson.

martedì 27 novembre 2007

Un Gigante dell'idiozia.

Sabato sono andato al Gigante di Usmate Velate.
E' un supermercato decisamente più piccolo del "vecchio" Gigante di Villasanta e, proprio per questo, più tranquillo. C'è il bar, la lavanderia, il solarium... E il Gigante, ovviamente.
Per questo trovo sia ideale per farci la spesa "di corsa": meno scelta, certo, ma anche meno sbattimenti.
Sono entrato con mia figlia e mia moglie, siamo andati in lavanderia a ritirare la mia giacca e i miei pantaloni, abbiamo fatto colazione e abbiamo cercato di entrare nel supermercato.
Abbiamo cercato... Perché stavamo passando con il nostro carrello quando sento: "Scusi, signore...".
Era la guardia all'ingresso.
In pratica, siccome il Gigante vende anche vestiti (di bassa marca), io non potevo entrare con il mio vestito appena ritirato. Non importa che il mio sia un vestito su misura, fatto in sartoria, con tanto di nome e cognome scritto sia sulla giacca che sui pantaloni. Doveva rinchiuderlo nel suo cazzo di cellophan. Con ovvie conseguenze sulla stiratura.
Mi son girato e me ne sono andato. Io, la bimba, mia moglie e il vestito.
Se devo tornare in macchina per evitare che mi stropicci il vestito... Tanto vale prendere la machcina e cambiare supermercato.
In altri tempi avrei cercato di spiegare o avrei lasciato imbustare il vestito.
Sabato scorso no.
No perché conosco perfettamente quella guardia. Non so come si chiama ma la conosco perfettamente.
Nonj è una guardia. E' un coglione con la divisa.
Due sere prima mi ha imbustato il portatile che avevo con me, costringendomi a tenerlo sotto braccio mentre facevo la spesa. Si, perché il Gigante vende portatili. Computer portatili a basso costo, piccoli gioiellini del rottame di marche conosciute quanto evitate come la peste.
Ovvio che io non potessi entrare con il mio portatile HP pavilion DV9000 con schermo 16:9, Windows Vista Ultimate e colmo dei miei dati. Se no, ci si poteva confondere, no?
Stessa cosa qualche sera prima con le caramelle balsamiche. Avevo un pacchetto e ne stavo prendendo una... Mi ha detto che nel super non si può mangiare e mi ha imbustato il pacchetto.
Insomma: è un rompicoglioni e non capisce lo scopo di quello per cui è lì all'ingresso.
Così... Visto che la Brianza abbonda di super e iper mercati, visto che il medico non mi ha ordinato di andare lì per forza... Andrò in un altro supermercato. Dimenticandomi di quel Gigante che ha una guardia così.

venerdì 23 novembre 2007

Rai, Mediaset e gli scheletri nell'armadio...

Notizia di questi giorni: alcuni dirigenti Rai e Mediaset sono attaccati perché, da alcune intercettazioni, è risultato che si consultavano prima di diffondere notizie su alcuni politici.
Molti pensano a uno scandalo, la magistratura si muove, i giornalisti restano perplessi.
Me compreso e per diverse cose.
1) Non ci vedo grandi novità: da quando ho conosciuto l'ambiente giornalistico c'è sempre stata la "consultazione" con i colleghi. Alle presentazioni dei prodotti, alle conferenze stampa, quando ci si trova... Ma anche al telefono. Notizie importanti vengono sempre discusse anche al di là della propria redazione.
2) Chi offre più servizi ha un trattamento migliore. Come già detto in altro post, nel mondo delle fiabe il giornalista è incorruttibile. nel mondo reale basta un regalino che, nel peggiore dei casi, se ne starà zitto. Sempre e con tutti i giornalisti.
3) Il "padrone" ha sempre il suo peso. Non vorrai mica mordere la mano che ti dà da mangiare? Quindi... Se sei contro Berlusconi ma lavori in una redazione di un suo giornale, potrai sparargli un sacco di merda addosso ma non potrai affondare il coltello nella piaga. Specialmente se lui ti sta tenendo d'occhio. Ovviamente vale anche il contrario...
4) La visione dei giornalisti e dell'informazione come di cose neutrali, specialmente in Italia, è del tutto utopica. Ci sono mosche bianche... Ma la stragrande maggioranza dei giornalisti NON è neutrale ma di parte. Di quale parte? Di quella che offre di più.
5) Quella dei giornalisti è una casta privilegiata in cui si entra per conoscenza di, amicizia con... Così come si può lavorare per grandi testate solo grazie al "consiglio" di amici di amici.
6) Questa casta è, ovviamente, associata alle altre caste privilegiate ed è legittimo sospettare scambi di favori. Dopotutto, una mano lava l'altra, no?
7) La legge italiana è fatta apposta per evitare che persone qualsiasi possano esprimere liberamente le loro idee, riportare notizie, fare indagini. Questo è il motivo per cui voi state leggendo un blog che è fisicamente ospitato nel bel mezzo degli USA e non da server italiani. Perché qui, pur non facendo parte della casta, posso scrivere quello che voglio e avvalermi delle leggi di protezione delle libertà personali vigenti negli USA, dove la casta non esiste.

Welcome to the real world

giovedì 22 novembre 2007

Banche e mercato: come si bruciano i nostri soldi

Lamentandomi del simpatico comportamento della Banca di Credito Cooperativo di Lesmo ho inavvertitamente toccato una piaga immensa del mercato finanziario e, ascoltando ieri sera radio 24, ne ho avuta la conferma.
Avevo scritto "se non ci si fida tra banche perdipiù dello stesso "circuito" di chi cazzo ti puoi fidare".
Bene... Ho scoperto che a qualcuno è venuto il mal di pancia perché, oggi, le banche non si fidano più di nessuno. Incluse altre banche.
Che succede?
Succede che negli USA vengono concessi mutui e credito a persone che, in Italia e in Europa, non metterebbero nemmeno piede in una banca. Si chiama "credito subprime" e permette a qualunque americano di pagare tassi alti per operazioni che i finanziatori ritengono ad alto rischio. Come è ovvio. Se uno non ha garanzie, potrebbe non pagare più le rate e la banca non saprebbe come far "rientrare" i soldi che gli ha dato. Una roba che ha aspetti molto positivi, visto che nessuno resta col culo per terra, ma anche qualche aspetto negativo. primo tra tutti il rischio.
Le banche americane, però, non sono mica sceme... Hanno preso questi crediti che hanno verso persone inaffidabili e li hanno trasformati in "partecipazioni" che hanno rivenduto ad altre banche del mondo. In pratica hanno dato soldi senza garanzie e ne hanno chiesti ad altre banche, traslando il rischio su queste ultime. Che sapevano benissimo cosa stava succedendo.
A metà del 2006, però, ci si è accorti che questo sistema pagava moltissimo ma molti soldi non venivano restituiti. Ma va?
Quindi è iniziata una crisi che è andata avanti a cascata su tutto il sistema bancario: le stesse banche che avevano investito in queste speculazioni non sapevano (e non sanno) quanti soldi hanno perso o rischiano di perdere.
Così, le banche non si fidano più delle altre, visto che nessuno ne consoce la solidità finanziaria. Si sa, le banche sono note per aiutare i bisognosi ed essere senza scopo di lucro... Quindi, visto che tra loro si conoscono bene, sanno benissimo che tutta la speculazione che poteva esserci è effettivamente presente. Quindi non si fidano più tra loro.
Una banca, per farsi prestare soldi da altre banche, è costretta a offrire tassi di interesse più alti.
Chi vuoi che paghi questi interessi più alti?
Noi, ovviamente. Quando andiamo in banca, la nostra banca si adegua ai tassi di interesse che paga lei... Quindi, se lei è costretta a farsi prestare i soldi da un'altra banca all'interesse del 5%, a noi farà pagare questo 5 + i suoi guadagni. Quindi pagheremo l'8, il 9...
Ovviamente, non solo noi poveri cristi ce la siamo presa in quel posto ma anche gli imprenditori, i finanzieri e tutta la compagnia bella.
Così, le aziende emettono titoli di prestito (obbligazioni) per racimolare soldi sul mercato ma sono costrette a farlo offrendo tassi adeguati a quelli bancari, con ovvie conseguenze speculative. E rischi di non riuscire a rimborsare questi prestiti con tassi esosi in tempi in cui l'economia reale (quella del tipo X che produce Y e vende a Z, non quella dei mercati finanziari) era già in crisi.
Dall'altra parte, chi ha investito in un'azienda facendosi prestare denaro, tende a restituirne il più possibile per minimizzare gli interessi da pagare. In questo modo, tutti vendono azioni e il mercato crolla.
Allo stesso tempo, chi ha i soldi non li vuole mica investire quando i prezzi stanno crollando e non si sa quando si fermerà la discesa. Quindi NON compra... E i mercati continuano a scendere.

Le banche centrali sono intervenute per fermare la catastrofe ma non è servito a nulla: i soldi immessi nei mercati sono serviti solo per minimizzare l'urto iniziale. Adesso... Adesso c'è gente che nella sola giornata di ieri si è vista ridurre il valore delle sue azioni della metà.
Il meccanismo a cascata è talmente un casino che persino i lavoratori italiani ne sono coinvolti in pieno.
Vi ricordate tutte le menate fatte ai dipendenti per far transitare il loro TFR verso fondi pensione gestiti da privati? Fondi che erano quasi tutti legati all'andamaneto di borsa?
Ecco... Caro signor Rossi, provi a chiedere al suo fondo quanto ha rivalutato il suo TFR alla data di oggi. Ma... Scusi... Ce l'ha ancora il TFR? Perché, sa, se stava con l'azienda, le davano 1 patata al giorno... Ma quella era sicura.
Ci sarebbe anche da sospettare che questo transito di soldi da fondi indisponibili per il TFR in azienda al mercato finanziario sia stata una manovra per dare un minimo di respiro all'azionariato... ma non voglio essere troppo cattivo.
La colpa di questa situazione assurda?
Non è dei citttadini americani che non pagano i loro debiti. E' delle loro banche che gli concedono crediti "allegri" ma, soprattutto, delle NOSTRE banche che inseguono facili profitti con la speculazione.
Il costo?
Sicuramente un brutto colpo per l'economia, almeno 1 anno (se non di più) di recessione, una svalangata di soldi in più da pagare per chi ha mutui a tasso variabile, aziende che chiuderanno, probabilmente fondi che falliranno, più disoccupati.

Dopo lo scandalo Parmalat (azioni di un'azienda in crisi, vendute come ottimi investimenti), i tango bond (obbligazioni di uno stato sull'orlo di un fallimento e vendute come ottimi investimenti) e un po' di altre cazzate che le banche italiane hanno fatto... Direi che questa sul credito subprime è candidata a diventare Idiozia del Millennio.

mercoledì 21 novembre 2007

Lo sapevi che...

Lo scarafaggio può vivere 9 giorni anche se privato della testa?

Io no... Immaginavo. ma non lo sapevo.
L'ho letto stamattina, al bar, su una bustina di zucchero.

In compenso so benissimo che ci sono persone che possono vivere una vita intera anche se private del contenuto della testa...

martedì 20 novembre 2007

Il Credito Cooperativo che non coopera

Vicino a casa mia, ad Arcore, c'è una filiale del Credito Cooperativo di Lesmo.
Una bella filiale, con le sue casse, i suoi spazi e il suo bel bancomat.
Un bancomat... Come dire... Approssimativo.
Giuro, io, da cliente del credito Cooperativo di Carate Brianza, ho sempre cercato di usare QUEL bancomat per i miei prelievi. E' comodo, così vicino a casa e con l'utile funzione che permette di fare un veloce estratto conto anche per clienti di altri crediti cooperativi, come il sottoscritto.

Peccato che, pur tentando di usarlo da UN anno e TUTTE le settimane, sia riuscito a prelevare non più di 3 volte: il resto delle volte, il bancomat è senza soldi o temporaneamente fuori servizio oppure scollegato dalla centrale oppure ha le sue cose oppure ha qualche chip fuori posto oppure non legge la carta oppure...
Insomma: un servizio veramente merdoso.
Lo sanno benissimo quelli del credito bergamasco, che hanno aperto una filiale lì accanto e il cui bancomat (sempre in ordine e sempre con contante) "viaggia" spedito. (Cari complimenti al Credito bergamasco. Quella lì è una banca seria.)

L'altra sera, il bancomat di questa ormai fantomatica Banca di credito Cooperativo di Lesmo me ne ha combinata una proprio bella.
Entro e una schermata allegra mi dice che il contante è disponibile.
Io penso che nevicherà abbondantemente e, fiducioso, metto la mia bella tesserina.
Mi chiede il PIN e io lo digito.
Dopo un buon minuto mi dice che si scusa per l'inconveniente tecnico ma, al momento, non è possibile erogare soldi.
Io non mi incazzo nemmeno. Sono talmente abituato che mi sembrava troppo strano. Penso agli sfigati clienti della Banca di Credito Cooperativo di Lesmo che non riescono mai a usare questo cazzo di sportello. Penso che è la prima volta che un bancomat mi mente spudoratamente e ci mancava solo questa...
Lo sportello Bancomat mi annuncia la restituzione della tessera con un'allegra schermata.
Bene... La tessera esce per circa 1mm dalla bocchetta, allungo la mano e lui ME LA RITIRA.
Tutto in non più di 3 secondi.
Il monitor recita laconico che è scaduto il tempo.
Cioè... Prima mi racocnta la balla che il contante è disponibile... Poi mi RUBA la tessera.

A questo punto, come al solito, prendo la carta di credito e vado nella banca accanto, dove posso ritirare i soldi gentilmente forniti dal Credito Bergamasco. Soldi che parleranno un dialetto sconosciuto ma sono puntuali quasi fossero franchi svizzeri.

Il giorno dopo sento la mia banca, la filiale di Casatenovo del Credito Cooperativo di Carate Brianza. Li metto in moto per recuperarmi il bancomat. Sono fuori casa dalle 6 del mattino alle 7 di sera e quella tesserina mi serve. Loro lo sanno e sono da ammirare: si sbattono tantissimo per darmi una mano (oltre che sopportare un tizio di oltre 100 Kg che, con un linguaggio colorito, ribadisce il suo pensiero sui loro colleghi di Arcore).
Fanno un po' di indagini e di sbattimenti... E sorpresa!

Quei bravi figlioli della filiale di Arcore della Banca di Credito Cooperativo di Lesmo HANNO TAGLIATO IL MIO BANCOMAT!
Non importa che nessuna operazione fraudolenta può essere fatta con un bancomat senza PIN, che (comunque) se non ci si fida tra banche perdipiù dello stesso "circuito" di chi cazzo ti puoi fidare, non importa che non hanno nemmeno avvisato la mia banca. L'hanno tagliato. "la nostra procedura è così".

La MIA procedura sarebbe quella di mandarvi a fare in culo, di darvi delle teste di cazzo e dei figli di padre ignoto, degli incompetenti, dei deficenti, degli imbecilli, e, il più delle volte, di ribadire la cosa mandando a cagare voi e il vostro bancomat. Coinvolgendo anche le vostre madri, le vostre sorelle, le mogli e quant'altro.
Per essere buonisti ed evitare che il vostro debole cuore possa cedere alla quantità di improperi che potrei scagliarvi addosso, previsti dalla MIA procedura, mi limito solo dire: "Accidenti" e riassumere il concetto dicendovi "Cattivoni".

Così, grazie a questi bravi e solerti addetti, io mi son dovuto prendere mezza giornata di ferie (non pagate) per andare nella mia banca e chiedere la sostituzione (si spera non a pagamento... Ma mi aspetto anche questo) di un bancomat perfetto, che è stato ritirato da uno sportello difettoso, a sua volta mantenuto da una banca che se ne frega dei clienti e che assume gente deficente, che non capisce un cazzo di procedure bancarie.

Adesso... Vorrei dare la massima pubblicità a questa cosa visto che, ne sono certo, io non sono l'unico che ha sofferto di disservizi della Banca di credito Cooperativo di Lesmo.
Poi fanno tutta la loro bella pubblicità a favore delle aziendine, delle persone, una banca amica, e cazzate varie. Intanto RUBANO i bancomat alle persone e glielo DISTRUGGONO.

Ovviamente farò di tutto per evitare, da oggi in poi, non solo QUEL bancomat ma TUTTI i bancomat di questa "allegra" banca di Credito Cooperativo di Lesmo.

lunedì 19 novembre 2007

Stavolta arriva Banca Sella! Ma per finta...

Mi è arrivata una nuova mail di Phising.
Questa volta ci provano con banca Sella e il rischio è alto, visto che l'italiano, questi, l'hanno studiato...
La mail recita:

"Caro cliente Sella it,Una nuova gamma completa di servizi online и adesso disponibile! Per poter usufruire dei nuovi servizi online di Sella it occorre prima diventare Utente Verificato. Accedi ai servizi online di Sella it e diventa Utente Verificato.
L'Assistenza Clienti, dopo aver ricevuto la documentazione e averne verificato la completezza e la veridicitа, provvederа immediatamente ad attivare il suo "Nome Utente Verificato". Verrai informato telefonicamente di tale attivazione. © 1996-2007 - Banca Sella S.p.A "

proprio una bella mail. Una truffa ma fatta bene, stavolta. Non è fatta da 4 sfigati stranieri con un traduttore automatico ma qui sembra esserci lo zampino di un italiano. mancano un paio di accentate e quel dare "del lei" e poi "del tu" sembra sospetto... Ma complessivamente va molto meglio delle altre volte.
Il link a cui ci si collega con un clic su Accedi, corrisponde a un server collocato nel bel mezzo della Thailandia, appartenente a quello che sembra un sotto dominio di un forwarder.

Di certo, purtroppo, qualcuno ci cadrà più facilmente...

Da parte mia spero che capitino mail più simili alle precedenti. Sono più divertenti!

P.S.:Ovviamente... alla fine dell'inserimento dei dati, si viene rimandati alla sezione sulla privacy del vero sito di Banca Sella. Io avrei fatto un sistema più carino... Alla fine avrei rimandato alla sezione in cui si spiega di stare attenti al Phishing (https://www.sella.it/banca/sicurezza/news.jsp). Tanto per fare 4 risate...

Resto dlela mia opinione: uno che ci casca. SE LO MERITA.

Anche tu terrorista!

Stavo riflettendo sul terrorismo e mi son detto... Chissà che ne pensa Google di questo tema?

O meglio... Chissà che ne dice Google trends?

Bene... Ho cercato "terrorism" su Google Trends... Ed ho scoperto che l'interesse verso il tema sta, piano piano, diminuendo.

A sorpresa, indovinate chi cerca più spesso quella parola?



I pakistani!!!!



Cioè... I più preoccupati sono loro!

Webcattolici?

Apprendo con stupore che tra le 10.000 associazioni più o meno improbabili esistenti in Italia, ce n'è una chiamata Webcattolici che raggruppa i Webmaster Cattolici.
Insomma... Cioè... Quelli che gestiscono siti e son cattolici dovrebbero aderirvi.
So che qualcuno si aspetterà una sparata delle mie...
Ma, davanti a tanta iniziativa, non riesco a spiccicar parola.

Mi immagino siti colorati domenicali, siti violetti in quaresima, siti chiusi il venerdì santo... Scampanate in MP3 e i vespri in net-visione.
Una roba apocalittica.
Una roba che ti servono le cinture di sicurezza sul PC, talmente puoi andarci fuori di testa.

Iniziamo a giocare...

Ho preso una chiave USB da 4 giga.
Eh, son tanti 4 giga... Che ci piazzo sopra?
Beh... Inizio a farci una partizione TrueCrypt.
Poi ci metto dentro un'altra partizione nascosta.
La chiave... E' il ritornello di una canzone di qualche anno fa.
Scritto usando una tabella di sostituzione di caratteri che mi è venuta in mente e non sta scritta da nessuna parte.
Però me la ricordo.
Dentro la partizione nascosta... Non so cosa metterci.
Per ora la lascio lì.
Magari, domani, ci piazzo qualche immagine con qualche testo steganografato che parla di temi scottanti.
Oppure con un messaggio per i posteri in cui gli faccio i complimenti per aver risolto il gioco.

Oppure la spedisco alla polizia UK, con un biglietto con su scritto "Gnè, gnè, gnè".

venerdì 16 novembre 2007

... E questo che vuole?

Ho deciso che, in fondo, lo SPAM mi piace.
E' una piacevole digressione nella mia vita lavorativa.
Così, oggi, ho dato un'occhiata alla mia posta classificata automaticamente come SPAM ed ho visto quest'altra perla...
Come mittente viene inserito un certo "Sam Meloni" che dovrebbe avere un account su esercito.difesa.it. Non so se esiste veramente ma, se esiste, sarà un poveraccio che si vedrà coperto in breve di molti insulti.

Buongiorno,
I nostri sondaggi hanno mostrato che l’70% delle persone della Sua età
(Ma te che cazzo ne sai della mia età?) non sono contente delle proprie entrate mensili (nemmeno il Cavaliere ne è contento. Figurati io...) e desiderano aumentarle. Perciò noi vorremmo offrirLe la possibilità di un lavoro a tempo parziale. Per avere 108-402 euro alla settimana Lei dovrà spendere 1-4 ore la settimana. (Cioè... Non 100 o 400... 108 - 402. Chissà dove investirò quegli 8-2 euro che avanzano...)
Le occorrerà un telefono di contatto telefonino
(Ho un modello vecchio. Un telefonone. va bene lo stesso?), un computer ed una email (Ne avrò 7 o 8 di email... va bene lo stesso?). Se Lei legge queste righe, significa che Lei ha già tutto per iniziare a lavorare. (Mi riceviii? Sei connessoooo?)
Il reclutamento avverrà fino a fine mese, per ora ci sono rimasti 64 posti vacanti nel Suo Paese (Cioè... Dov'è che vaccano questi posti? Vi mancano 64 polli italiani? Ma lo sapete che questa roba l'abbiamo inventata noi?).
Lei dovrà gestire il bonifico dai nostri clienti
(Il bonifico. Uno. Uno solo? Eccheddiamine!). Questo è piu facilmente, richiede attenzione e precisione (Mi chiamano "il chirurgo" per quanto sono preciso...). Noi le offriremo la formazione e tutto il necessario per il lavoro.
Da parte Sua non sono richiesti investimenti
(Peccato: avevo già una vaga idea su chi investire).
Chi siamo?
(Dove andiamo? Che facciamo? Questioni vitali a cui è complesso rispondere. Comunque fanno 2 fiorini. Grazie!) Siamo un grosso intermediario internazionale(Non "grande". Grosso... Sicuramente è un ciccione... Mimimo dev'essere un commendatore). Se Lei decide di diventare nostro collaboratore sotto forma di bonus aggiuntivo riceverà il 5% di sconto sull’acquisto di una automobile da noi (Non capisco... Divento collaboratore come bonus oppure avrò un bonus. Forse manca una virgola. E, comunque, io sono contento della mia auto. E lo sconto del 5% lo fa anche il più taccagno dei venditori) e l’aiuto per l’espletamento delle formalità per il credito, se ne necessita (No, non necessito. grazie comunque.).
Noi saremo contenti di fornirle personalmente informazioni aggiuntive. Noi non utilizziamo programmi di risposta automatizzati ed ogni lettera la leggiamo e rispondiamo a stesso (
Anche io rispondo a stesso a queste lettere. In modo manuale e pubblico. Che dire? Ognuno ha le sue perversioni. Comunque... Rispondente personalmente o usate programmi automatizzati? Decidetevi, su!).

Per velocizzare la risposta, per favore scriva al nostro indirizzo email: CyrusGreeneET@gmail.com
(io, per velocizzare, pensavo di mandarvi un piccione viaggiatore...)

Abbia l’accortezza di scrivere i seguenti Suoi dati:
1. Nome:
(Khamul)
2. Le interessa un lavoro di mezza giornata o per l’intera giornata lavorativa?: (Ce l'ho già. Ma li colleziono... Facciamo che ne voglio uno da mezza giornata e uno da una giornata intera)
Devo avvisarLa che la risposta potrà seguire dopo qualche giorno per l’intasamento dei nostri server di posta (Chi è che perseguita? La mia risposta? Ma i non voglio perseguitare nessuno... Che avete? I server intasati? Avete provato con l'idraulico liquido?) , ma stia sicuro che la Sua lettera sarà letta e otterrà risposta.
Con impazienza aspetto una
Tina C.

(aspetta una Tina che? Non stia lì impaziente, dai! Che poi mi si stressa... Ci vuole relax nella vita.)
Manager personale.
(C'ho un manager personale? E chi caxxo l'ha assunto? Ma chi lo vuole? Mah...)

Tanto per la cronaca... Queste mail sono una introduzione a un mondo fatato fatto di truffe, identità rubate e via di seguito.
Se ve ne capita una: stampatela, incorniciatela e leggetevela pensando a questi che le tentano tutte per fregare la gente e a quelli che ci cascano.

Bispensiero

La guerra è pace
La libertà è schiavitù
L'ignoranza è forza

Frasi che mi sono state ricordate dai commenti ad una notizia di oggi di Punto Informatico.
Frasi che, a ogni lettura, sembrano sempre più inquietanti e sempre più attuali.

La guerra è pace
Ci spacciano una guerra in piena regola come una "missione di pace" per liberare l'Irak dalla dittatura. poi, visto che la dittatura è finita, correggono il tiro spacciandola come una missione per liberare il mondo dal terrorismo. Dopo, naturalmente, ci sarà, finalmente, la pace.

La libertà è schiavitù
Essere liberi di dire la propria, di esprimersi, di protestare è dannoso al nostro amato paese. Quindi va evitato. Così come la libertà di aprirsi o chiudersi un'azienda va limitata per evitare sconvolgimenti della struttura sociale.

L'ignoranza è forza
Poter approfondire temi con Internet è dannoso perché potremmo imbatterci in idee contro la religione, lo stato, la morale. Potremmo sapere come si costruisce una bomba oppure come si provoca il panico. Potremmo avere conoscenza di accordi internazionali per limitare il commercio, di trend di crescita, di mille cose pericolose. Se, invece, facciamo i bravi, lo stato si occuperà di noi decidendo cosa possiamo o non possiamo vedere/leggere/ascoltare... pensare.

Si... Il buon Orwell l'aveva immaginato come un mondo da incubo e nopi ci stiamo finendo dentro. La password per entrarci è "terrorismo", una parola talmente abusata che, ormai, non ha più significato. Una scusa che permette agli omini grigi di limitare le libertà della massa e di farci avanzare sulla strada che era stata immaginata tanti anni fa e paragonata all'inferno.

giovedì 15 novembre 2007

4 sfigati che fanno phishing...

Ancora SPAM.
Stavolta, però, è phishing: quel fenomeno per cui ci mandano un messaggio di posta che sembra provenire dalla nostra banca, dalle poste o dai nostri servizi online in cui, con scuse varie, ci chiedono di collegarci a un sito e di inserire i nostri dati di accesso.
Ovviamente, il sito non è quello ufficiale e i dati vengono catturati da gente che li userà, in seguito, per fregarci soldi, tempo, identità virtuali e via di seguito.
Ok... Quindi mi arriva questo messaggio... Non ho modificato nulla se non il link contenuto, che ho reso evidente ed ho evidenziato gli errori logici e grammatici.
Tanto per i distratti: l'indirizzo della banca è www.inlineanet.it, mentre quello del phishing è www.inlineanet.info.

Egregio cliente,
Legga attentamente l’informazione piùgiu:

Per perfezionare il sistema della sicurezza dei conti dei nostri investitori contro gli attentati illegittimi delle persone terze, l’amministrazione della nostra banca ha deciso di ristrutturare il sistema della sicurezza e di passare alla piattaforma del generazione nuovo che assicura il massimo livello della segretezza dei depositi. Il Dipartimento della sicurezza della nostra banca ha proposto di trasferire alla piattaforma durante il termine corto tutti i conti elettronici i quali sono serviti dalla nostra banca per decurtare tutti i rischi possibili. Se ha ricevuto questa lettera, dunque il Suo account è già registrato nel sistema. Tutto che Lei bisogna fare per attivare il margine lavorativo è andare al (a href="http://www.inlineanet.info/") http://www.inlineanet.it dopo che Lei si troverà automaticomente nella pagina principale della banca. Nel posto adeguato si deve stampare il Suo login e il password per il accesso per il conto personale. Dopo che si è convinto che è possibile operare il conto come prima senza i problemi con l’amministrazione dei mezzi finanziari, si può lasciare il margine lavorativo. Se ha dubbio durante il lavoro con il conto o non è possibile fare nessuni operazioni, è necessario urgente mettersi in contatto con il Dipartimento della sicurezza. Qualora se non è riuscito ad attivare il accesso per il conto durante 24 ore, sarà fermato parzialmente del nostro servizio della sicurezza. La fermata sarà annulata automaticomente appena che fa il accesso per il conto. Siamo sicuri che si piacerà il livello della sicurezza che vi propogniamo.
Grazie per collaborazione Dipartimento della sicurezza inLineaNet.

L'ho riportato integralmente perché è FANTASTICO.
L'inizio a base di "piùgiu", preziosa sintesi di due errori in due parole che sembra essere un piatto giapponese (Bondo, Apest, non vogliatemene...), è il preludio a una fiera di castronerie degna del miglior tentativo di parlare italiano da parte del più scemo degli anglosassoni.
Con errori di struttura che rendono incomprensibile il testo in modo da far esclamare al destinatario più stupido la frase: "Non si capisce un cazzo. Mi tocca pure chiamare la banca."
Persino la fine, con quel "propoGNamo" è del tutto inaspettata.

Al di là della evidente comicità del tentativo di questi poveri sfigati, c'è anche il picoclo dettaglio che questi hanno registrato un nome di dominio. L'indirizzo www.inlineanet.info, infatti, ha un suo record nel Whois. Ovviamente, qui viene indicato il nome di chi ha fatto la registrazione, corrispondente a un'azienda chiamata Inlinea ltd, di Carbondale, Illinois, nelle vesti di certo JaDonne Giles che ha fatto la registrazione il 13 novembre usando il provider francese GANDI sarl (www.gandi.net), mettendo il suo server in Romania (risponde all'IP 86.122.60.228).
Adesso mi chiedo... Se io, in 5 minuti, ho potuto avere tutti gli elementi per iniziare un'indagine... Quanto tempo ci vuole per identificare quel coglione che tenta un phishing di questo genere, scoprire chi è veramente e spedirgli a casa 1 corso di italiano in 10 volumi?
Perché, dico... Va bene che ci vuoi fregare i soldi. Ma, almeno impara a parlare italiano, prima. Pirla!

mercoledì 14 novembre 2007

Il magenta è "cosa nostra"


Apprendo con stupore che il colore magenta fa parte del logo della Telecom tedesca.

No, non è che hanno il logo magenta... Ma che hanno registrato il colore come parte del logo.

Nel senso... Oddio. E' un discorso da fuori di testa.

In pratica, la Telecom tedesca ha messo sotto copyright il colore magenta.

Così, per fargli dispetto, io metto quel magenta proprio qui. facendo un'eccezione alla regola che mi sono imposto (niente immagini).
Mi sto chiedendo... Ma gli abitanti di magenta lo sanno che sono sotto copyright? Chi glielo dice al mio vicino che i suoi ravanelli e le sue fragole infrangono il copyright? Chi lo dice agli ospedali che il sangue raccolto con tanta fatica lo devono buttare perché infrange il copyright? E i nostrai amati capolavori della pittura? Che si fa? Scrostiamo il magenta?
Insomma... Con queste storie dei brevetti mi sembra che abbiano, come si suol dire, cagato fuori dalla tazza.

Tecnica di sopravvivenza di un datacenter

Far sopravvivere decentemente un datacenter è costoso.
A livello hardware servono ALMENO 2 server, un firewall e ALMENO 2 unità di storage separate. Il tutto con una connessione da 1 Gbit.

Metti in mirroring tra loro le unità di storage, metti i due server in cluster, colleghi tutti gli elementi a 1 Gbit.

Fine del gioco. Il firewall protegge le connessioni, il cluster assicura che un fallimento dell'hardware veda procedere tutto con continuità, la doppia unità di storage permette di stare tranquilli sui fault dei dischi.

Ciliegina sulla torta: virtualizza.
Se usi 1 server per una applicazione e 1 server per un'altra rischi se uno dei due va giù, il servizio si blocchi.
Se virtualizzi le macchine su un cluster di 2 server e uno va giù, l'altro rallenterà ma ti terrà su il servizio.
Quindi... Non è una moda negativa. Virtualizza più che puoi. Virtualizza tutte le macchine che non richiedono particolare potenza di elaborazione. Quindi TUTTE quelle che trovi in un'azienda normale.

E lascia perdere quei cazzo di backup su nastro. quando servono, non si riesce mai a cavare nulla. Usa dischi in RAID 5 e due unità di rete RAID in mirroring tra loro.

Per andare giù completamente, dovresti avere il down contemporaneo dei due server fisici oppure di entrambe le unità di rete nello stesso momento.
Vuoi proprio star sicuro?
OK... raddoppia i server e distribuiscili geograficamente in locazioni fisicamente distanti.