mercoledì 28 maggio 2008

Ma non c'è nessuno che cerca lavoro?

Sto in un'azienda sotto organico.
Ha clienti molto grossi ed esigenti, che pagano anche bene, che vogliono certi standard...
Ma l'azienda è sotto organico e ho una pila piuttosto consistente di cose da fare che tengo lì perché mancano persone.
Per esempio, ultimamente, stiamo cercando qualcuno che possa fare assistenza presso un grande ufficio legale in centro a Milano. Circa 70 utenti capricciosi ed esigentissimi, con una decina di loro che sa cos'è un computer, una quarantina che si arrangia e una decina che, regolarmente, sminchia tutto ogni giorno perché son sa "dove fare clic".
Stiamo cercando uno che non abbia una grandissima esperienza di reti e server ma che sappia usare bene il suo computer e sappia spiegarlo agli altri. Doti richieste: pazienza, educazione, una giacca e una camicia.
Bene... Lo stiamo cercando da 1 mese e 1/2.
TUTTI quelli che ho sentito e si trovano senza lavoro mi hanno risposto che è un lavoro da poco, che non prenderebbero abbastanza (stiamo parlando di una cifra di 1200/1300 euro, da assunti, con 14 mensilità).
Così, dopo aver sentito anche gli amici che non sentivo da anni, ho inziiato il giro degli amici degli amici. E degli amici, degli amici degli amici.
Se è vero che viviamo in un mondo interconnesso, dove tutti siamo0 legati in catene da 6 persone... Sono già al terzo livello. Tra un po' arrivo a proporre il lavoro a Gates in persona. Si sa mai che, da pensionato, voglia arrotondare un po'.
Dopo... Dopo la gente è disperata perché non c'è lavoro... Fossimo solo noi in questa situazione, capisco. Ma non è possibile che tutte le aziende dell'IT che conosco siano più o meno nella stessa situazione!
Dove sono finiti i ragazzini smanettoni? Che fine fanno quando escono da scuola? Cosa se ne fanno dell'informatica che hanno studiato?
Lì in alto a destra c'è un link per mandarmi una mail. Se qualcuno volesse farsi avanti per questo o altri lavori "nel campo"... Di spazio, qui, ce n'è.

giovedì 22 maggio 2008

Lassù qualcuno ci... prende per il culo!

Dò un'occhiata distratta alla HP di Google personalizzata e vedo una notizia dell'ANSA: "Scajola: nuove centrali nucleari costruite entro 5 anni".
Era ora!
Siamo circondati da paesi che costruiscono centrali nucleari e gli unici coglioni che non usano questa forma di energia sostanzialmente pulita (più del petrolio e del carbone che usiamo). Pagando moltissimo l'energia e comprandola proprio dai paesi che usano il nucleare.
Poi... Dopo 5 minuti (cinque! Non 10... Cinque!) compare una nuova notizia, stavolta del Il Sole 24 ore: "Nucleare, la fusione fredda funziona".
In pratica, un giapponese e il suo team hanno prodotto energia con tecnologie attuali e partendo (e arrivando) a sostanze innocue... A temperature non ambientali ma non impossibili.
Insomma... Ho letto l'articolo... Mi son documentato velocemente...
Ed ho concluso che, adesso che ci siamo svegliati... saremo ancora indietro. Tra 5 anni avremo le centrali nucleari tradizionali... E scommetto che tra 5 anni, altri paesi (tipo il giappone ma anche gli USA e la Germania) staranno già passando al nucleare freddo.
Mah...

lunedì 19 maggio 2008

Si, sono malati.

In questi giorni sto riflettendo, anche dopo una chiacchierata avuta con Bondo, su un lavoro che sto facendo.
Se la mia prima reazione davanti a questo lavoro è stata quella di prendere il tipo in questione e torturarlo a morte, le parole di Bondo "sono malati, andrebbero curati" hanno certamente cambiato il mio atteggiamento e il mio pensiero.
Certo, la pila di qualche migliaio di DVD appoggiati sul tavolo alle mie spalle e gli oltre 3 Tb di dischi con materiale vario che il tipo aveva in casa stanno ancora trasudando sofferenza, tristezza e abusi. Urlano le loro richieste per una pena adeguata al reato.
Però...
Si, uno che ha in casa questa roba e in questa quantità può solo essere malato.
Una malattia mentale decisamente seria che porta ad arrecare danno alla comunità. Un danno notevole immediato che si ripercuoterà negli anni a venire, su adulti violati.
Si, il mio atteggiamento è cambiato.
Sono d'accordo con lui che questo è un malato. Malato mentale che va curato.
Peccatoche, purtroppo, la cura non esista e la sua pericolosità sia elevata.
In questi casi, togliendoci da un finto e inutile buonismo, l'unica soluzione che mi viene in mente in attesa di una cura è, banalmente, l'isolamento del soggetto.
Una cosa tipo "comunità protetta", più che altro "comunità di protezione". Con un bel muro che la circonda da 15 metri, filo spinato e cani affamati che la circondano.
Un posto dove mettere lui e quelli come lui per dimenticarceli, isolati dal mondo reale che di loro avrà come unico promemoria una nota tipo "Se si trova la cura per questo, applicarla a quei soggetti là".
Purtroppo, la legge punisce più duramente un ladro di oggetti rispetto a un assassino di innocenza.
Così, il tipo in questione non verrà isolato. Anzi... è a piede libero, ha fatto solo 1 notte di carcere e, molto probabilmente (tra indulti e attenuanti generiche) non vedrà più il carcere, anche se condannato. Lo stesso PM "punta" a riuscire a scrivere nella sua fedina penale che è stato condannato e nulla più.
Poi... E' stato ammesso al pubblico patrocinio perché "indigente".
Si, ha 2 computer fissi e 2 portatili, schede di acquisizione video, HDD esterni, un sacco di roba...
Però risulta "indigente".
Così, oltre ad aver compiuto un reato infame e a non scontare alcuna pena... Non si paga nemmeno l'avvocato. E nemmeno le spese processuali e di perizia (ne del PM ne di parte).
Giustizia... Mah...

mercoledì 14 maggio 2008

... Ma dove sei finito?

Se avessi 1 euro per ogni mail, messaggio, telefonata su questo tema... Beh, una pizza me la pago certamente.
Lo so che avete pensato per un attimo "...sarei ricco". Ma, per come la vedo io, sono già ricco sfondato.

Purtroppo, lòa vita è questione di priorità e, fatta salva la mia famiglia, che viene sempre prima di tutto, ho un po' di cosine da fare e sono impegnato in "qualche" progetto... Quindi aggiorno il blog quando posso (quasi mai) e solo se sono "ispirato".
Mi sembra già di scrivere cose noiose così... Senza mettermici di impegno. ;)

Idiozie. Solo idiozie...

Un lavoro nuovo è sempre qualcosa di molto particolare: si cambia ambiente, si cambiano i colleghi, si cambiano i metodi e le abitudini.
Neòl mio caso si "recupera" anche qualche vecchio collega e si entra in contatto con cose nuove e vecchie allo stesso tempo.
Ieri sera stavo spiegando a mia moglie che ho un problema di installazione di un server IBM. Gliel'ho spiegato in "tecnichese" perché è la lingua che parlo al lavoro: "Non riesco a configurare la storage di una enclosure Blade serie S che ha già 3 lame perfettamente funzionanti e un po' di altra roba..."
Lei mi ha fermato e mi ha detto, giustamente, di non averci capito nulla.
Allora ho applicato il MIO "michese": un linguaggio informatico semplificato che uso quando spiego le cose a chi non ne sa nulla, derivato dalla mia collaborazione con una ex-nota rivista di informatica.
Bene... La frase sopra suonava, tradotta, così:"Non riesco a far funzionare correttamente un cassone in cui sono inseriti 3 computer e un ammasso di dischi, collegati tra loro."
Ecco... So che gli informatici da 4 soldi come me, quando si esprimono così, fanno rabbrividire gli informatici veri. Però... Beh, non so se ha capito ma, almeno, ho usato la lingua italiana e non ho complicato inutilmente le cose.

Come gli zingari...

Prendi una macchina fotografica, un computer, un ricevitore GPS e un cellulare dotato di trasporto dati, magari ad alta velocità.
Mescolali insieme e puoi tirarci fuori una cosa tipo il Tytn II della HTC di cui l'azienda mi ha gentilmente dotato (con abbonamento a carico loro all'operatore 3).
Perfetto...
Installaci sopra un programma capace di farti scattare una foto, aggiungere commenti tuoi, le coordinate GPS e mandare il pacchetto su un sito che combina tutto creando delle specie di fotoblog, di viaggi... Crendo "un qualcosa" visibile al mondo.
Bene... Questo è Gypsii e sembra proprio un "coso" fantastico.
Se avete un Windows Mobile dell'ultima generazione o quaclcosa di simile, vi consiglio una visita su www.gypsii.com.

Palmare a chi?

Ne ho avuti tanti di palmari... Ho ancora, da qualche parte, un glorioso HP Jornada con Pocket PC di qualche anno fa... E prima ne ho avuti altri, semi dimenticati o, addirittura, gettati via dopo essere stati distrutti.
Sembrava un miracolo riuscire a collegarli al computer normale per farci 4 cose.
Poi ho deciso che erano troppo poco per quello che mi serviva e ci ho messo una croce sopra. Costi di connessione troppo alti, funzioni troppo limitate, dubbia connettività...
E ora, l'azienda per cui lavoro mi ha dato il cellulare aziendale.
Solo che... beh, ho aperto la confezione... Sai, ogni volta che apro una scatola di questi aggeggi mi sembra Natale...
Insomma: apro la scatola e trovo un "coso" che si chiama "HTC Tytn II".
Il manuale di istruzioni è una roba indigeribile. C'è il caricabatterie, c'è un cavetto per collegarlo al computer... E c'è "il coso".
Una volta acceso dimostra di essere un telefono con palmare integrato, basato su Windows Mobile... Con 3 come operatore.
Lo sto usando da 1 settimana.
E' andato in crash 1 volta (e questo mi fa incazzare: da quando in qua i telefoni devono crashare per forza? Invece di migliorare l'affidabilità, si peggiora).
Però...
Però si collega alla rete di 3 per navigare, per messenger, per skype (!!!), per un sacco di cose. E si collega anche alla rete del normale computer, quando è collegato al PC. E si collega anche alle reti Wi-Fi... E mi fa funzionare un sacco di roba, tra cui un navigatore (ancora il famigerato TomTom, purtroppo) che sfrutta il ricevitore GPS integrato. E, dove manca la rete per il portatile, gliela può fornire lui, grazie alla funzione di condivisione di collegamento a Internet di cui dispone (senza bisogno di fare cose particolari sul PC).
Ma è con un software particolare che fa la magia... Il software si chiama Gypsii (wwwgypsii.com) e permette di scattare fotografie con la macchinetta integrata e di inviarle su un sito, unendoci le coordinate GPS, eventuali nostri commenti... Tutto in automatico e con la rete disponibile in quel momento.
Siamo ancora lontani dalle cose fantascientifiche da film (visto che alcuni problemi ci sono certamente) ma... Beh, fino a qualche tempo fa era QUESTA la fantascienza.

martedì 22 aprile 2008

Occhio! Phishing non segnalato!

Mi è arrivato un messaggio che sembra provenire dal credito Valtellinese:

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Hai 1 nuovo messaggio di avviso

Si prega di accesso al tuo Gruppo Bancario Credito Valtellinese conto
e visitare la sezione Message Center al fine di leggere il messaggio.

Clicca qui per effettuare il login

© 2008 Gruppo Bancario Credito Valtellinese. All rights reserved
------------------------------------

Ovviamente, cliccando sul link si viene rediretti a una pagina IDENTICA a quella di login dell'home banking del Credito Valtellinese.
Nella realtà, basta dare un'occhiata alla barra dei link del browser per vedere che il collegamento (in chiaro) è: http://65-97-153-18.ftl.fdn.com/www.crevali.it/index.htm

Un primo esame porta direttamente a Boca Raton, città della Florida nei pressi di Miami, sulla rete di un provider chiamato NuVox (www.fdn.com).
Il tracert si ferma all'IP 65.97.153.17... Un address precedente a quello di destinazione. Suppongo che la destinazione sia dietro un firewall.
Vabbè... Instanto io segnalo.
Se vi compare questa pagina e siete disattenti... Beh, lasciate stare l'Home Banking. Fa tanto figo ma può farvi anche tanto poveri.

mercoledì 16 aprile 2008

Adesso vengo lì e ti faccio un culo così...

Ritengo che i malviventi non siano privi di etica, contrariamente a qualche benpensante o a qualche dirigente di azienda che conosco.
Un'etica ce l'hanno.
In particolare hanno un'etica verso due categorie di persone: le donne incinte e i bambini.
Così, dall'altra parte della barricata, sono pienamente convinto che qualcuno di questi signori potrà fare quello che non posso fare io.
Fortunatamente per te, il mio attuale compito non è torturarti a morte... Perché io, da bravo appassionato di storia, di torture ne conosco qualcuna. Purtroppo non posso che contenermi e posso solo fare il tecnico.
Così, da tecnico, il mio compenso è quello di analizzare il tuo PC e la tua storage, identificare i flussi di dati, consultare i log dei provider, decifrare tutto quello che riesco... E inchiodarti.
Faccio un lavoro che dà soddisfazioni... Questa me la tolgo lavorando gratis.
Gran pezzo di merda, l'intera tua vita digitale verrà a galla.
Sei fottuto.

lunedì 7 aprile 2008

Il mio voto è in vendita

Immaginiamoci un'assemblea di azionisti di una società (chiamiamola "Canistracci Oil") che versa in condizioni terrificanti: un debito mostruoso, una produttività decisamente più bassa di quella dei concorrenti, una forza lavoro scontenta che minaccia continuamente ritorsioni, attrezzature vetuste...
Ecco: quale sarebbe il primo punto all'ordine del giorno?
Naturalmente il rinnovo totale dei dirigenti e la loro sostituzione con altri, più capaci.
E come si potrebbero definire questi "capaci"?
Un dirigente capace sarebbe uno che si mette lì e propone di rinnovare le attrezzature, migliorare le condizioni di lavoro, aumentare gli investimenti ed erodere il debito.
Invece no... Perché tra i candidati non ce n'è UNO che proponga cose simili.
Le proposte dei candidati disponibili riguardano roba collaterale ai problemi seri: migliorare le condizioni di riposo in sala caffè, eliminare le gettoniere delle macchine distributrici e offrire tutto gratis, cambiare le scrivanie e il tappetino di ingresso e così via.
Chi dovrebbe scegliere il consiglio di amministrazione?
Magari potrebbe scomporsi per qualche istante e mandarli tutti affanculo. O no?

Ecco... Se sostituiamo la Canistracci Oil con l'Italia e pensiamo agli amministratori come i nostri candidati premier... Otteniamo la stessa situazione.
Signori: siamo in un momento grave che in futuro verrà paragonato alla crisi del '29, non si intravedono vie d'uscita per paesi dall'economia più solida del nostro. E voi proponete cure omeopatiche contro il cancro?
Volete rilanciare i consumi? Bene... Dare 10 euro di ritenute in meno a tutti i lavoratori non vi servirà. Vi sarebbe bastato 5 anni fa... Ma ora è tardi. Diminuite la pressione fiscale di un 20% e vedrete l'economia volare, i posti di lavoro aumentare ed entrerete in una spirale crescente di benessere.
Il debito è troppo alto? Pensate che aumentare le pensioni minime lo farà diminuire?
E le tasse? Pensate di ridurre un debito accumulato in 50 anni di sperperi spremendo i lavoratori attuali come limoni?
Perché non vendete un po' di roba demaniale? Sapete quanto potreste guadagnare vendendo le migliaia e migliaia di palazzi di proprietà del demanio? E le spiaggie? E i terreni? Le ex-caserme?
Perché non iniziate a far sparire un po' di enti inutili che assorbono risorse senza dare nulla in cambio? Sapete che stiamo ancora pagando alcuni enti risalenti alla monarchia?
Perché non fate un conto di quanti soldi date alle aziende che "vivono di perdite" e non glieli presentate quando guadagnano?
Ecco... Un po' di idee ci sono...
Che c'entra con la vendita?
C'entra, c'entra...
Al momento, non potendo discriminare nella giungla di minchiate che questi signori tirano in piedi ogni giorno, ho deciso di non andare a votare. Voterò solo e soltanto se uno di questi candidati si presenterà e mi dirà una roba tipo: "Non intendo regalare soldi a nessuno, voglio far produrre questa azienda, ti abbasserò le tasse di 1 punto percentuale".
Ecco... vendo il mio voto per ALMENO 1 punto percentuale.

venerdì 4 aprile 2008

La pagina voltata...

Ho finalmente trovato un attimo di tempo per tornare qui, nella mia valvola di sfogo.
Beh... Che dire? E' stato un periodo un po' intenso e, finalmente, ho cambiato lavoro.
L'ho cambiato per le conseguenze varie riflessioni tra cui c'è anche quella morale: mi sono stancato di lavorare in una società dove c'è un padrone che sfrutta il lavoro delle persone e si intasca soldi dalla comunità.
Così... Si. Io sono fortunato. Perché so che dovrò sbattermi come un dannato dalla mattina alla sera e dalla sera alla mattina ma, finalmente, sono in una società dove ho un sacco di cose da imparare e dove quello che so viene sfruttato ai massimi livelli.
Non so come andrà ma, di certo, la mia professionalità ne guadagnerà molto. Moltissimo.

martedì 18 marzo 2008

Come ti frego l'inflazione

L'inflazione, in sensop economico, indica l'aumento di valore dei beni ed è legata alla quantità di denaro circolante. maggiore è il denaro in circolazione e maggiore è l'inflazione.
Da questo punto di vista, il denaro viene trattato come un bene qualsiasi: più ce n'è disponibile, meno vale a confronto di altri beni.
Per passare alla pratica... Se l'anno scorso pagavo 1 euro un cappuccio e oggi pago 1 e 10, l'inflazione è stata del 10%. Il mio denaro vale il 10% in meno. Il che si traduce, per esempio, che nel baratto l'inflazione misurata correntemente NON c'entra. C'entra l'inflazione degli oggetti ma non quella del denaro. Se prima pagavo un cappuccio con 1 uovo, adesso (a meno di una svalutazione delle uova, quindi di una diminuzione del loro prezzo) continuerò a pagarlo 1 uovo.
Come è facilmente intuibile, l'inflazione varia moltissimi sia a seconda del bene che a seconda della locazione geografica e la sua percezione varia persino in base al prezzo iniziale.
Per esempio...
Posso avere un bar dove il cappuccio non costava 1 euro ma costava 95 centesimi. Con una inflazione del 10%, adesso costa 1 euro e 4,5 centesimi. Stessa inflazione del bar dove costava 1 euro ma ben 5,5 centesimi in meno. Allora, il proprietario del primo bar decide di aumentare il cappuccio di soli 6 centesimi e succede il patatrack... Il suo prezzo passa da 1 euro a 1,06 e l'inflazione è del solo 6% contro il 10% del proprietario del secondo bar dove il cappuccio costa comunque 0,5 centesimi meno.
Insomma... le cose iniziano a complicarsi.
Se, poi, ci serve calcolare un indice unico di inflazione, è il disastro.
Pensiamo di cambiare macchina ogni anno e di prendere un caffè ogni giorno. la macchina costa 10.000 euro e il caffè 1 euro. Con una inflazione al 10%, la macchina costa 11.000 euro e il caffè 1,1 euro. L'anno scorso avremmo speso 10365 euro. In teoria, quest'anno spenderemmo 11.401,5 euro.
Il problema si ha quando non c'è un valore dell'inflazione ma va calcolato... pensiamo di aver avuto una inflazione del 10% sul caffè e del 3% sulle auto. Avremmo speso 10300 euro di auto e 401,4 euro di caffè. Se dobbiamo avere un indice unico di inflazione, la procedura corretta sarebbe mettere in relazione le spese complessive dell'anno scorso e quella di quest'anno.
Facendo le dovute proporzioni, scopriremmo che l'inflazione vera che ci riguarda è del 3,25% circa (se non ho sbagliato i calcoli... Controlla anche tu!)
Capiamo quindi, subito, che l'indice dell'inflazione dipende dalla vita di ognuno... Perché uno potrebbe comprare l'auto ogni 2 anni e un altro prendere un caffè i giorni pari e un cappuccio i giorni dispari.
Alla fine, però, bisogna ottenere un indice nazionale di inflazione... Operazione molto complessa che viene fatta dall'ISTAT. Questo indice, a livello teorico, dovrebbe considerare le variazioni dei prezzi di tutti i prodotti venduti da chiunque su tutto il territorio nazionale, giorno per giorno (per controllare anche aumenti "spot" che rientrano da un anno all'altro). Un compito abnorme per chiunque.
Nella realtà si semplificano le cose... Il che significa che non si considerano tutti i punti vendita ma solo alcuni. E non si considerano tutti i beni ma solo quelli "generici". Così come non si considerano tutti i giorni ma solo alcuni a "campione".
Il risultato?
Che l'indice di inflazione non può essere manipolato nelle sue operazioni di base ma può esserlo scegliendo i dati più opportuni.
Pensiamo al pane... Che tipo di pane devo considerare per calcolare l'inflazione generica e nazionale sul pane? La michetta lombarda? Oppure i "filoni" diffusi in altre regioni? O il pane lavorato? O i bocconcini francesi?
Questo problema, apparentemente marginale, è definito "problema del paniere" perché i prodotti scelti vanno a formare un "paniere" su cui vengono fatti i calcoli. ogni prodotto, poi, ha un "peso" diverso nel paniere che dovrebbe essere scelto in base al consumo o alla necessità di quel prodotto per la MEDIA delle persone. Tipo: un aumento nei costi delle auto dovrebbe avere una incidenza minore dell'aumento del costo del pane, visto che è più frequente comprare il pane che non un'auto.
Così... Ecco come mai l'inflazione percepita è diversa da quella che l'ISTAT ci dice che c'è ogni anno. Ed è per questo motivo che le percentuali di variazioni dettagliate e ristrette a campi specifici possono risultare sbalorditive. Se il prezzo dei carciofi raddoppia in 1 settimana, con un'inflazione del 100%, una volta collocato questo valore nel contesto generale, non incide più di tanto sull'indice finale.

martedì 4 marzo 2008

L'Esselunga etica? Ipocriti.

Su alcune pagine di quotidiani oggi in edicola campeggia una intera pagina che Esselunga ha acquistato per "difendersi" dalle accuse, che gli sono state mosse dai sindacati, di essere un'azienda senza etica, di sfruttare i lavoratori, di calpestare i diritti delle persone.
Il testo riporta una sintesi di quello che è accaduto con minacce di vario genere di ricorrere a vie legali per tutelare l'immagine aziendale e via di seguito. Una reazione sdegnata da parte di un'azienda che, nel suo sito, parla a lungo di valorizzazione delle risorse umane, di responsabilità sociale, di solidarietà...
Tutto perfetto. Nessuna balla. E' proprio vero: l'Esselunga è così.
C'è, però, un trucchetto che le aziende italiane "etiche" conoscono benissimo. Esselunga ma anche Vodafone (tanto per fare un altro nome) e altre ancora...
Il trucco consiste nel delegare la fornitura di alcuni (se non tutti) i servizi aziendali ad aziende terze: cooperative, altre aziende, consulenti. Si delega tutto a terzi che non hanno molti scrupoli e, soprattutto, che non hanno alcuna visibilità esterna da mantenere.
Così, questi terzi possono sfruttare i loro lavoratori senza che il marchio dell'azienda venga infangato da comportamenti al limite della legalità (per definirli in modo "soft").
Ovviamente, questi terzi lavorano quasi in esclusiva... Il "quasi" è messo lì per scaramanzia perché, in realtà, la stragrande maggioranza di queste aziende "carogne" può essere considerata operativamente una parte dell'azienda "bella ed etica".
Problemi di contratti?
Nessuno... Perché ci sono gli agganci nell'azienda principale. Controlli? Beh, si... Ma gli ispettori del lavoro sono sempre pochi, i dipendenti sono pochi anche quelli...
Insomma: è facile riempirsi la bocca di etica quando si delega a terzi la responsabilità di sfruttare i loro lavoratori.
Poi si rischia di "cadere dal pero" quando ci sono scioperi, manifestazioni... Quando l'opinione pubblica ti punta contro il dito dicendo che non sei etico.
Formalmente lo sei... Perché hai assunto e non pensi minimamente di sfruttare i tuoi 1000 impiegati e commessi. Ma se hai in azienda altri 2000 "consulenti" o "terzi prestatori d'opera" che vengono sfruttati... Formalmente sarai pure "pulito" ma praticamente sei una carogna come chi li sfrutta.
Anzi... Sei peggio. perché oltre che usare il lavoro di persone sfruttate non hai manco le palle di prendertene le responsabilità.
Anzi... Oltre che scaricare queste responsabilità hai pure il coraggio di dire che sei pulito...
Ipocriti, appunto.

lunedì 3 marzo 2008

Microsoft: all'IT non ci crediamo manco noi...

Sono stato alla presentazione di Windows 2008, SQL server 2008 e Viosual Studio 2008.
2 giorni di... beh, un sacco di cose.
Sono stati 2 bei giorni pieni di spunti, se si tralascia il piccolo dettaglio che la presentazione ufficiale è avvenuta quando, ormai, i èprodotti sono già conosciuti da qualsiasi sviluppatore che conti minimamente qualcosa: persino io ho in mano Windows Server 2008 da qualche tempo... E Visual Studio 2008 da un bel po'.
Le vere cose degne di nota, però, non riguardano tanto i contenuti tecnici o le demo ma altri aspetti della manifestazione.
Per prima cosa, il messaggio dato da Microsoft è che nell'informatica non ci credono manco loro. Tant'è che, dopo aver speso un mucchio di soldi per dotare ogni loro sviluppatore / partner / collegato / amico di una fantastica tesserina con chip RFID, la registrazione iniziale all'evento è stata totalmente manuale.
Intendo... propripo manuale: un lunghissimo bancone pieno di hostess con davanti il loro malloppino di fogli e un evidenziatore in mano. Uno faceva la coda, arrivava alla hostess assegnata alla sua lettera, diceva il nome e quella lo evidenziava... Consegnando il kit di documentazione.
Direi che è la miglior presentazione possibile per uno che vuol venderti sistemi di sviluppo rapidi, sistemi di cponsolidamento e trattamento dei dati... Insomma: una bella figura di merda, no?
Se tu che ci fai vedere queste meraviglie sei il primo che usa la carta... Vuol dire che non ci credi.
Un po' come andare dal concessionario FIAT, ascoltare per ore i pregi della Punto e vedere che il venditore ha in mano una Seat Ibiza...
Seconda cosa degna di nota: visto che novità tecniche ce ne sono pochine (siamo anni luce lontani dal passaggio da Windows NT a Windows 2000 che fece stupire i convenuti)... Pensiamo all'autocelebrazione.
Abbiamo budget ridicoli, veniamo trattati come delle merde in tutte le aziende... Ma siamo noi gli eroi. Siamo eroi e, quindi, applaudiamoci. Chiamiamo qui sul palco la solita figona di turno che ha prestato l'immagine al sito che abbiamo tirato in piedi per questa menata e facciamo un po' gli scemi... Che poi c'è il concerto e il buffet... perché di sostanza ne abbiamo poca e siamo abituati alla merda della TV... Quindi: facciamoci trascinare un po'.
Direi... Un target un po' fuori tiro rispetto a una platea di tecnici che stavano perdendo prezioso tempo lavorativo... Roba così si vede comodamente a casa, in TV. Forse è per quello che sempre meno persone guardano la TV.
Terzo punto degno di nota... Il pranzo del secondo giorno.
Mi son voluto risparmiare la sera del primo... Ma il pranzo del secondo giorno era inevitabile.
Così... Ho avuto l'occasione di poter partecipare alla distribuzione del "Lunch Box"... Che, in inglese, suona stranamente meglio di "cestino del pranzo", che dà l'idea di scampagnata.
Contenuto: 2 panini, 1 arancio, 1 bottiglia da 50 cl di acqua naturale e una merendina preconfezionata.
Lascio perdere quello che riguarda il menu in sè per constatare che, se dai un "lunch box", dovresti dare anche una cazzo di sedia su cui consumarlo. Invece... Beh, ci si adatta. L'IT italiana si adatta sempre... Quindi: per terra.
E poi... Il pranzo è quel che è... Ma, visto che l'IT è ricca, si è potuto assistere a scene penose di tecnici che cercavano di convincere i distributori ad avere più di 1 sacchetto...
Colgo questo spunto per indicare il quarto punto degno di nota...
Durante un coffe break (che fa più figo di dire: "durante una pausa caffè") mi son sentito un verme perché mi sono mangiato 2 briosch, ho bevuto 1 caffè e 1 bicchiere di succo d'arancia...
Poi ho visto gente che svuotava i vassoi... E mi è venuto da piangere. Ho pensato con commozione a queste povere cavallett... Ehm... Queste povere persone che si riempivano le tasche di cibo perché, a casa loro, non ne hanno. O hanno una moglie che non gli fa mangiare i dolci... E, perso in questa fantasia, mi sono immaginato persone che si rovesciavano nelle tasche il caffè, per berlo dopo. Mi sono immaginato persone che hanno rimpianto di aver lasciato a casa la borraccia... Potevano far incetta di succhi...
Insomma: tecnicamente sono stati 2 giorni interessanti... Da altri punti di vista, però, lo sono stati maggiormente.
Così concludo... Dicendo che anche MS è in crisi.
Altrimenti non si spiegherebbe come mai hanno spostato 1 ora avanti il coffee break della mattina del secondo giorno e, di conseguenza, il pranzo... Evitando a tutti i costi di includere nell'"evento" una cena per il secondo giorno (che ci stava tutta).
La crisi, la crisi...

mercoledì 27 febbraio 2008

Priorità di lavoro...

... Non scrivo da un sacco... Eppure ne ho di roba da dire.
Solo che, a volte, il lavoro porta via troppo tempo.
A questo proposito, voglio segnarmi alcune cosucce sulle priorità di lavoro.
nel senso che ci sono alcune attività per le quali NON serve l'esperienza decennale di un sistemista esperto.
Tra queste:
- tenere un corso pagato da fondi europei a persone che non hanno alcuna conoscenza e vendute come sistemisti
- reimpaginare un testo in word
- spiegare a una scema di una sede remota che se un programma manda un avviso chiedendo di aprire un file o chiuderlo NON è un errore. Deve solo cliccare su "apri".
- spiegare al suo imbecille capo che se il browser ti chiede il tuo nome di accesso e la tua password NON devi mettere "administrator" ma il tuo nome e la tua password
- accompagnare OGNI DANNATO GIORNO un povero cristo in sala server per fargli cambiare la cassettina dei DAT di backup, controllando che non tocchi nient'altro
- spiegare a un "programmatore" come si aprono più caselle di posta di Exchange usando Outlook, visto che i diritti di accesso li ha già
- spiegare a un amministratore che NON serve che tutti gli utenti ci diano le loro password, visto che noi abbiamo la password di amministrazione del dominio

Insomma... Non ho scritto e sono stato molto impegnato da queste cose qui...
Non posso commentare... Scadrei nel più profondo pozzo dei bestemmiatori.

martedì 5 febbraio 2008

Narn i Chîn Húrin

Avevo già letto di Húrin nel leggere varie opere di Tolkien.

Ho sempre pensato che, insieme a poche altre storie, questa era una leggenda di una certa forza e di un certo spessore.

Così, mi sono interessato subito del libro... Che mi è stato regalato a Natale.

Unico neo è la "cura" del libro da parte del buon Christopher... Che, in genere, è visto dagli amanti degli scritti di suo padre come viene visto un elefante in un negozio di cristalli.

Beh, l'ho letto. Inizialmente dubbioso (perché la "cura" del figlio prevedeva inevitabilmente un pesante restyling e un forte lavoro di unione e conformazione), mi son dovuto ricredere.

Un drammone degno dei peggiori polpettoni, rivisto, però, in chiave fantasy e con qualche marcia in più.

Dentro c'è di tutto, inclusa una visione della vita del tutto diversa da quella offerta dal Signore Degli Anelli.

Mi è piaciuto.

Molto.

Adesso spero tanto che nessuno abbia l'idea di farci un film strappalacrime.

E, comunque... Sarebbe un vicolo cieco: non ammette, per ovvi motivi, alcun seguito.

venerdì 1 febbraio 2008

Aiutiamo i poveri del Perù!!! (3)

Finisco subito questa serie di considerazioni con l'unico punto veramente spinoso di tutta la faccenda: la volontà politica.
Queste due parole fanno un po' paura, eh?
Siamo abituati a pensare la politica come una serie di giochini che fanno i nostri "campioni" nazionali... E, con un'affermazione del genere, posso prendermi solo un "vaffa...".
Invece no... Perché la politica, in questo caso, consiste in cose piuttosto semplici. Se io, Europa, ho paura degli altri mercati e impongo un dazio sulle merci, è una questione politica.
Così pure se io, India, invece di pensare a costruire pozzi e creare un tessuto sociale, spendo i miei soldi per costruire, che so... Un 100 testate nucleari. (Ho detto a caso, come al solito...).
Oppure come se io, il signor Perù in persona, invece che facilitare le condizioni di vita dei minatori che mi cavano l'oro che vendo sui mercati internazionali (prima fonte di valuta straniera del paese), decido di creare un esercito moderno, armarlo, spendere milioni di dollari in equipaggiamenti...
Insomma: il discorso aiuti, al di là della "carità pelosa", di quella inutile (mandargli soldi o cibo) o di quella dannosa (si, c'è anche questa)... DEVE partire da basi politiche solide.
Quindi... Il problema è la pressione sociale, da ambo le parti.
Noi dobbiamo spingere sui nostri governi perché si occupino di problemi VERI. Non della prossima, fantastica, legge elettorale o del concedere o meno il parrucchiere personale ai deputati. Di porblemi reali nostri e altrui.
Loro devono spingere i loro governi a non occuparsi di accumuli di soldi e conti in banche svizzere ma dei problemi reali dei loro paesi.
Insomma... Per fare un mercato, servono scambi. Per fare scambi servono almeno 2 soggetti. E i due soggetti devono essere nelle condizioni necessarie per fare lo scambio e devono volerlo.
Il resto serve a molto poco... Se non a nulla.

Aiutiamo i poveri del Perù!!! (2)

Avete mai pensato che il cibo è raramente un problema?
Nel senso che, persino nel deserto, l'uomo sa dove trovare cibo per sopravvivere.
Allo stesso tempo, anche l'acqua non è un problema.
Con le tecnologie adatte, siamo in grado di avere acqua ovunque.
Il vero problema è la ricchezza.
Nel senso che, se non ho i soldi per comprare una trivella e una pompa, posso abitare sopra il più grande bacino di acqua del mondo ma morirò di sete. Così come, senza soldi per comprare qualche capo di bestiame iniziale, posso vivere in mezzo alla più bella delle praterie che potrò sfamarmi solo mangiando erba e radici. O fare la fame.
Tutta questione di soldi.
Così c'è la convinzione che la soluzione per aiutare i paesi del terzo e del quarto mondo sia quella di mandargli soldi. Oppure cibo.
In realtà è una soluzione "comoda" da usare per metterci il cuore in pace.
Una volta mi hanno detto che per sfamare uno, non gli devo regalare un pesce: devo insegnargli a pescare.
Non vedo perché, in grande, questa cosa debba essere diversa.
Invece di portargli acqua con le botti, potremmo regalargli una pompa e una trivella... Oppure potremmo insegnargli come si costruiscono pompe e trivelle. Perché, per quanto possiamo fare, è inutile regalargli 100 pompe e 100 trivelle: prima o poi si guasteranno oppure gliene serviranno 101.
L'istruzione è quello che serve, non soldi, non oggetti.
Istruzione e opportunità.
Faccio un esempio riguardante proprio il Perù... Da quello che ho visto io, il Perù abbonda di alcune cose: la polvere, l'argento, la lana di alpaca...
La polvere non è una ricchezza (se lo fosse, il perù sarebbe LA potenza mondiale).
L'argento, però, si... E lì, l'argento costa meno dell'acciaio. Gli artigiani lo lavorano da secoli in modo strepitoso. Ma il Perù non ha l'opportunità per arrivare in Europa.
Vogliamo fare i caritatevoli?
Apriamo il mercato a questa ricchezza, acquistando questo argento a prezzi "di mercato" europeo... E, con il ricavato, i "poveri peruviani" potranno acquistare i macchinari e il know-how che gli manca per "fare il salto".
E la lana di alpaca? Qui da noi, un cappellino fatto a macchina di lana di alpaca costa 40 euro. Pari a 176 Sol peruviani... Praticamente uno stipendio. Là, un cappellino fatto a mano costa 10-15 sol. Un BEL cappellino... Facciamo due conti e pensiamo cosa significherebbe lasciare entrare questi paesi nei nostri mercati. Noi vendiamo know-how, loro ci vendono prodotti che, da noi, hanno ormai costi assurdi.
Perché è il know-how che ha valore... La conoscenza. Non insegnamogli come pescare. Non diamogli da mangiare. Sono forti, hanno voglia di fare. Non diamogli da mangiare: insegnamogli come si costruisce una fabbrica di pompe e trivelle, insegnamogli cos'è un'economia di mercato... Il resto verrà da sè... Se ci saranno condizioni economico/politiche (nazionali e non) adatte.

Aiutiamo i poveri del Perù!!!

Settimana scorsa sono andato al Gigante di Villasanta (perché a quello di Usmate non mi vedono più) ed ho visto che fuori c'era l'"Operazione Mato Grosso" che raccoglieva cibo per i poveri del Perù.
La prima reazione è stata di sorriso per alcuni dei cibi che raccoglievano... perché io, in Perù, ci sono stato. A Lima e Cuzco ma anche nei dintorni.
Grazie alla provvida guida di un anziano signore carico di energia (il nonno di mia moglie) e a un camioncino, un po' di Perù al di fuori dei soliti giri turistici l'ho visto. Ho visto la sterminata baraccopoli che circonda l'area urbana di Lima, ho visto le divisioni in municipi della "città", ho visto tante persone e tante cose che qui da noi non si vedevano da anni... ma che stanno tornando molto più in piccolo.
Ed ho visto che alcune cose non mancano di certo.
Le nostre patate, per esempio, sono la brutta copia di quelle originali che arrivano... Indovinate da dove? E il pesce? Avete presente i filetti di sogliola? Quelle cose che, qui, si mangiano a confezioni perché ogni filetto pesa 55 grammi? Ecco... Dimenticateli. Ricordo con commozione una sogliola che ho mangiato laggiù (e, a quanto pare, nemmeno dlele più grandi) che occupava un piatto enorme, che ho faticato a finire e che sarà stata ben oltre il Kg. Magie dell'Oceano pacifico. E il riso? Sapete qual è il piatto principale dell'alimentazione peruviana? Ecco... Proprio il riso. Hanno un riso che sa di riso, che ha un sapore più forte del nostro "slavato". Mi immagino il peruviano che riceve una scatola di riso superfino arborio... A confronto del loro, è cibo per cani.
Per questi motivi mi son messo a ridere vedendo i cibi raccolti.
Da qui ho rpeso spunto per riprendere una serie di considerazioni sul perù e, più in generale, sul sistema di aiuti ai paesi bisognosi... ne parlo nel prossimo post.

giovedì 31 gennaio 2008

Alcune precisazioni...

"Si, ma quello che hai scritto si riferisce solo alla società dove lavori"

No, amico mio... Perché ora lavoro qui.
Ma di commerciali ne ho conosciuti un bel po'.
E' vero che un mix di razzismo, intolleranza, ottusità, nepotismo e sessismo del genere è particolarmente difficile da trovare.
E' vero anche che questo mix è del tutto ridicolo quando si ha a che fare con una realtà medio-grande delle aziende IT italiane.
E' ancora più sconcertante considerando che la sede della società è a Milano ma la prima succursale per dimensioni è a Napoli.

Ma questo è solo "l'esempio vicino e ultimo".
In realtà avevo già sentito discorsi simili, se non peggiori, in passato. Da parte di altri commerciali, di altre società che si "vantano" di lavorare nel mondo IT. Immancabilmente società di consulenza...
Proprio questo è il punto: la consulenza. Specialmente a lungo termine.
La visione industriale della consulenza, contrapposta alla visione "artigianale" proposta dai liberi professionisti, non può che dar vita a distorsioni del sistema e alla considerazione delle persone, lavoratori, come merci da scambiare e su cui decidere a cuor leggero.

Una parentesi: la collocazione di persone come consulenti presso moltissime società (vi farebbe paura sapere quali, ve lo garantisco), non avviene sulla base di gare o colloqui ma sulla base di amicizie tra commerciali e dirigenti / direttori / responsabili di dette società.

Unendo questo discorso a quelli che oggi vengono chiamati "contratti atipici" ma che un tempo si chiamavano sfruttamento e precariato... Ecco uscir fuori la magia di un mondo dove il gap tra chi ha gli agganci e chi non li ha è sempre più grande ed è sempre più pesante.

Chi ha poco, vede sempre più erodere la sua quota di indispensabile e, per ora, vie d'uscita non ce ne sono.